Lusso: meno acqua, più valore

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Il trend? Azzerare gli sprechi e comunicarli. I casi di Danone e L’Oréal, che firma il rubinetto salva-litri.  Evian chiama un creativo di Lvmh per l’innovazione sostenibile

Dimmi quanta acqua usi e ti dirò se sei green e di successo. In un’epoca in cui la moda fatica a guadagnare l’etichetta della sostenibilità (è l’industria del lusso che più impatta sull’ambiente), i produttori di jeans si sfidano a litri d’acqua risparmiati (Dondup guida la filiera premium ecologica) e persino l’Oréal sperimenta un rubinetto professionale per diminuire del 70% gli sprechi nei saloni di bellezza, il taglio dei consumi diventa un metro di popolarità e marketing. Sono anche i brand della minerale in bottiglia a dimostrarlo, uno su tutti Evian. Se ha guadagnato like per la collaborazione con Chiara Ferragni ora i siti internazionali plaudono all’ultimo acquisto in seno al suo team. Si tratta di Virgil Abloh fra gli altri fondatore dell’etichetta di moda Off-White (di base a Milano) e direttore creativo della linea uomo Louis Vuitton. Danone lo nominato consulente creativo per progettare l’innovazione sostenibile di Evian, il tutto in chiave fashion a partire dall’annuncio su Instagram del nuovo biglietto da visita di Abloh, e l’headquarter dell’iniziativa, Palais Lumière a Évian-les-Bains, sede del gruppo in Alta Savoia. Risorse idriche, emissioni e plastica sono le aree su cui l’azienda vuole concentrarsi, diventando carbon neutral entro il 2020 e circolare al 100% dal 2025 realizzando tutte le bottiglie in plastica riciclata. Il legame con il mondo della moda punta invece a incoraggiare stili di vita responsabili ad ampio raggio a partire da un settore, quello delle griffe, ampiamente sotto scrutinio. Secondo l’ultima relazione delle Nazioni Unite presentata in Svizzera, sull’altra sponda del lago dove ha sede la Evian, il sistema moda è infatti responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua, del 10% delle emissioni di anidride carbonica, mentre l’85% del fast fashion finisce in discarica e all’industria del cotone è da imputare il 24% degli insetticidi usati in agricoltura. Il comparto è secondo solo all’oil&gas quanto a inquinamento. Il coinvolgimento di Abloh non implica solo l’aiuto nel progettare prodotti futuri (il designer ha anche una laurea in ingegneria civile), ma «userà l’online su larga scala per coinvolgere il suo pubblico e sensibilizzare sull’importanza dell’innovazione nel design e nella sostenibilità», spiega un comunicato di Evian. Se per il gruppo il primo progetto innovativo sarà visibile da febbraio 2019, in occasione delle settimane della moda, un altro colosso questa volta del beauty, ovvero L’Oréal, sta già testando in America e in Sudafrica i prototipi di rubinetti salva-sprechi. Li ha progettati la tech company svizzera Gjosa di base a Bienne specializzata in tecnologia per il risparmio idrico e ha stretto una partnership esclusiva con il gruppo francese per conquistare l’industria e il mercato su larga scala, dai saloni di bellezza al settore marittimo, dalle regioni a criticità idrica al mondo degli alberghi. Il prototipo al test con L’Oréal riduce sprechi di acqua e di energia del 70% (l’erogatore pompa 2 litri d’acqua al minuto contro gli 8/10 dei normali rubinetti) e i modelli contengono già al loro interno lo shampoo necessario per lavare i capelli a marca L’Oréal e facile da risciacquare. Dopo la fase di sperimentazione l’erogatore sarà distribuito a partire dai saloni professionali, mentre sempre le Nazioni Unite hanno indicato il 2025 come anno in cui la criticità dell’acqua impatterà nel settore produttivo.

Francesca Sottilaro, Italia Oggi

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