Sì alle telecamere nei nidi. Fi vince la sfida, Pd contrario

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Dalla Regione 600mila euro in 2 anni per gli impianti Gli asili potranno richiedere i fondi su base volontaria

Mai più maltrattamenti all’asilo. Casi, avvenuti anche a Milano e in varie strutture della Lombardia, di bimbi picchiati, insultati o zittiti con un cerotto sulla bocca. Il consiglio regionale ha dato il via libera ieri con 57 sì alla legge «Iniziative a favore dei minori che frequentano nidi e micro nidi» che favorisce l’installazione di telecamere. Il Movimento 5 Stelle ha votato a favore con il centrodestra, 16 no dai consiglieri Pd e di +Europa. Il provvedimento è stato promosso dalla giunta su proposta del presidente Attilio Fontana e dell’assessore alle Politiche per la famiglia Silvia Piani che sottolinea come l’obiettivo sia di «tutelare i bimbi prevenendo i maltrattamenti, sebbene i siano casi isolati, e favorendo a tale scopo l’installazione su base volontaria dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. I filmati registrati all’interno saranno resi disponibili esclusivamente all’autorità giudiziaria». C’è stato un lungo confronto tra Regione e categorie, l’assessore sottolinea di aver «ricevuto il sostegno e l’apprezzamento di tanti operatori del mondo della formazione, del sistema sociosanitario e della sicurezza». Con questo passaggio la Regione assegna 600mila euro per l’acquisto di telecamere a circuito chiuso (300mila per il 2019 e altrettanti per il 2020), 300mila euro per la formazione degli operatori (sempre spalmanti su due anni) per un totale quindi di 900mila euro. La consigliera di Forza Italia Simona Tironi, relatrice del pdl, sottolinea che oltre ai sistemi di sorveglianza punta molto «anche su corsi di formazione per operatori e personale, le scuole devono essere una seconda casa per i nostri bambini». E il capogruppo azzurro Gianluca Comazzi ricorda che «troppo spesso le cronache giornalistiche documentano violenze e soprusi a danno di tanti bambini inermi» e «le istituzioni hanno il dovere di porre un argine. Tengo inoltre a precisare che i filmati potranno essere visionati solo dalle autorità in presenza di una denuncia: la privacy sarà assolutamente garantita». E la consigliera del gruppo misto Silvia Sardone ribadisce che «le telecamere potranno fungere anche da deterrente per evitare altri spiacevoli episodi. Lo dico da mamma: bambini così piccoli, che non sono in grado di denunciare i maltrattamenti, non possono essere lasciati soli. Per questo l’uso della tecnologia si rivela fondamentale. Ora mi auguro che la maggior parte dei nidi attinga dai finanziamenti». Per Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle «be vengano tutte le iniziative a favore dei più deboli. La cronaca ci dice che eventuali violenze ai danni dei bambini che frequentano gli asili sono scoperte solo dopo molti mesi dalle denunce e grazie all’installazione di telecamere. Finanziandole diamo la possibilità alle forze dell’ordine, e solo a loro, di effettuare verifiche immediate. É incomprensibile l’opposizione del Pd a un provvedimento di assoluto buonsenso». Tra i contestatori Michele Usuelli (+Europa): «Dove sono i numeri che dimostrino la necessità di installare le telecamere e gli esiti? Meglio opportuno investire sull’introduzione di test attitudinali per gli operatori, per una valutazione seria dei tirocini o per effettuare periodicamente i test di autocontrollo che monitorano lo stato di stress degli educatori». E per il Pd Fabio Pizzul «non si educa col sospetto ma con la fiducia».

Chiara Campo, Il Giornale

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