Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

Luigi Gubitosi

Nominato ad e dg Tim dopo l’esonero, repentino, di Amos Genish. Curriculum formidabile nel mondo delle comunicazioni (Wind e Rai), autorevolezza carismatica. Lo aspetta l’ennesima impresa difficile. Al di là della situazione non semplice di Tim, molto indebitata con le banche, ci si interroga sulla reazione di Vivendi di fronte al blitz di Elliott. Ma Gubitosi non teme le difficoltà.

 

 

Emmanuel Macron

Il leader francese è in crisi: il sostegno dell’opinione pubblica si è ridotto al 25%. Le violente manifestazioni e gli scontri in piazza {un morto, 400 feriti, 300 tra fermi e arresti, 2000 blocchi stradali) mettono a nudo la sua impopolarità: non si tratta solo della protesta di 300.000 dimostranti per l’aumento del carburante. La scontentezza ha radici complesse.

 

Marco Verratti

Il regista del Psg e della Nazionale è autore (finalmente) di una prova maiuscola in maglia azzurra. L’Italia non è riuscita a battere il Portogallo, ma il ct Roberto Mancini si è detto entusiasta per la sua prova. Lo aspettavamo da anni, era stato frettolosamente paragonato ad Andrea Pirlo, ma aveva sempre deluso. Unico parziale alibi, una serie di infortuni.

 

 

Ciro Immobile

Ha 28 anni, nel pieno della maturità fisica e tecnica. Tanto è irresistibile nella Lazio quanto deludente in Nazionale. Contro il Portogallo, Mancini per schierarlo in campo ha addirittura rinunciato alla sua formula di un attacco senza un centravanti di ruolo. Niente da fare: Immobile è stato giudicato il peggiore. li suo futuro azzurro è incerto: contro gli Stati Uniti, Ciro non è stato neanche convocato.

 

 

Alexander Zverev

Ha battuto prima Roger Federer e poi Novak Djokovic (6-4, 6-3), in finale a Londra. È tedesco, ha 21 anni, è allievo di Ivan Lendl. La sua risorsa migiiore: un servizio violento, irresistibile. «I suoi genitori, Aiexander Mikhaiiovic senior e Irina Zvereva», hanno scritto, «erano due tennisti russi. Hanno visto la finale, ma la mamma non è andata in tribuna: non le regge il cuore».

 

 

Giovanni Malagò

Il presidente del Coni  ha contestato con esagerataasprezza la riforma dello isport prevista dalla manovra del governo: «occupazione del Comitato olimpico italiano», «perfino il fascismo aveva rispettato la storia del Coni». Alla radice della protesta, una questione di soldi: la distribuzione di 420 milioni di euro l’anno.

 

 

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