Policlinico Tor Vergata, eccellenza italiana maltrattata dai media

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Ultimamente il policlinico Tor Vergata è nel mirino di alcuni quotidiano nazionali che raccontano di un ospedale allo sbando. Al contrario di quanto scrivono alcuni colleghi invece il nosocomio ha una struttura e medici di primo livello. Il fiore all’occhiello è certamente il cardiologo di fama mondiale Francesco Romeo che dirige il reparto di emodinamica. la prima struttura del Lazio per il trattamento dell’infarto miocardico acuto.

Un dato inconfutabile certificato dalla rilevazione del P.Re.Val.E (programma regionale di valutazione degli esiti degli interventi sanitari) curato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio. Questa documentazione contiene le informazioni relative alle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali.

Nel reparto di emodinamica di Tor Vergata i ricoveri con angioplastica coronarica entro i novanta minuti superano di gran lunga la media regionale: circa il 90% del totale dei casi contro il 70% della media regionale. La rapidità dell’intervento dipende da vari fattori. La velocità del paziente nel chiamare il 118 e la disponibilità dei mezzi di soccorso ma anche, e soprattutto, la velocità di diagnosi ed intervento dei medici. E in questo reparto, ad esempio, i cardiologi di turno sono tutti in grado di fare un’angioplastica appena il paziente arriva.

Altro aspetto, oltre la tempestività, è la qualità registrata da P.Re.Val.E. Il tasso di mortalità per chi è vittima di un infarto miocardico acuto, a 30 giorni dal primo accesso in ospedale, è diminuito arrivando sotto l’8% ma nel reparto del professor Romeo si batte ogni record con il tasso di mortalità al 3,9%, praticamente la metà della media regionale. Un dato eccezionale; per capirci se questa percentuale si applicasse su base nazionale si salverebbe la vita ad 8 mila persone in più ogni anni.

In questo reparto d’eccellenza il cardiologo da anni cura pazienti con patologie valvolari con tecniche mininvasive: una tecnica di sostituzione della protesi mitralica per via percutanea, permettendo quindi, anche ai pazienti non in condizioni di affrontare un’operazione a cuore aperto, la sostituzione della valvola mitralica.

Un fiore all’occhiello il reparto di emodinamica che è soltanto l’emblema di un policlinico con reparti d’eccellenza e numeri importanti, affiancato da altre unità di livello come quella di otorinolaringoiatria, ginecologia e chirurgia plastica. Anche il centro cura dell’obesità e scienze dietetiche del policlinico è tra i migliori in Italia sta, disciplina purtroppo diventata sempre più essenziale visto che il nostro Paese tende ad ‘ingrassare’: secondo alcuni studi scientifici nel 2030 la metà della popolazione italiana sarà obesa.

Reparti d’eccellenza per un ospedale d’eccellenza dove nel 2017 sono stati curati, in attività ambulatoriale, circa 1,7 milioni di pazienti, tra degenze ordinarie e diurne ci sono stati oltre 24 mila ricoveri e sono quasi 52 mila i pazienti che sono stati curati al pronto soccorso.

Un ospedale, che anche per la gran mole di pazienti e di interventi, ha inevitabilmente un numero importante di contenziosi giudiziari ogni anno. Dal 2013 al 2017 ha dovuto risarcire oltre 90 pazienti, come scrive il quotidiano la Repubblica, dimenticandosi la mole di persone curate nel policlinico ogni anno e soprattutto il fatto che ultimamente le amministrazioni pubbliche in campo sanitario preferiscono evitare i processi, con il rischio di dover spendere di più, e preferiscono patteggiare con i familiari vittime di un errore medico. Una normale prassi amministrativa che invece la Repubblica ha fatto passare come uno scandalo che accade soltanto a Tor Vergata. E a quanto pare, secondo fonti interne al policlinico, ora la direzione ha intenzione di querelare il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

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