Non si può crocifiggere Casalino, per una storiella antica

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(di Tiziano Rapanà) E adesso mi tocca difendere Rocco Casalino. Non me l’ha ordinato mica il medico, beninteso. Tuttavia non riesco a non assumere la difesa di un signore accusato di un “reato” ormai prescritto.  Vi spiego cos’è accaduto. La web tv Arcadetv7 ha ripescato un video, del 2004, dove Casalino esprimeva la sua acrimonia nei confronti degli anziani e dei ragazzi affetti dalla sindrome di down: “I vecchi mi fanno schifo. E tutti i ragazzi down… mi danno fastidio. Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, nessuna voglia di aiutarli, poveretti che gli è capitata sta cosa… Non mi va di stare dietro a uno che è down, che non capisce niente”. È inutile scrivervi del vespaio di polemiche, soprattutto via social, che il video ha provocato. Mi pare ovvio che quel video stia lì a dire che si tratta di un frammento di un discorsetto declamato da un turpe parolaio, cui all’interno della sua spina dorsale culturale e intellettuale non sono certo presenti i semi della sensibilità e della humana pietas. Tuttavia si può condannare Casalino per delle puttanate dette dieci o quindici anni fa? Il Casalino di oggi non è certamente quel Casalino là. Oggi è un’altra persona: è addirittura diventato il portavoce del premier. E probabilmente, o perlomeno a me piace pensare così, in Casalino è adesso presente una sensibilità per le persone in difficoltà, i banalmente detti “ultimi della società”. So bene che, chi tira fuori questi video e lo attacca lo fa per mero attacco politico, per indebolire ulteriormente la sua figura e l’immagine del Movimento 5 stelle. Tuttavia i simpatici oppositori del governo gialloverde facciano opposizione sul presente e sull’idea del futuro, sulle azioni del governo. Chessò, smontate l’efficacia del decreto sicurezza. Ma lasciate perdere le puttanate di quasi quindici anni fa. Siate leali nella vostra opposizione: il vostro elettorato lo apprezzerà.

tizianodecoder2@gmail.com

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