Alla riscoperta di un libro che racconta le gesta di Gerard Damiano

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(di Tiziano Rapanà) Kyrie eleison! Ricordo ancora l’esclamazione di qualche anno fa. Avevo circumnavigato con occhi curiosi tra gli scaffali di una libreria remainders, a Lecce, che ha chiuso i battenti ad inizio anno. Il motivo scatenante di tale giubilo fu dato dalla scoperta di una monografia italiana dedicata a Gerard Damiano (Profondo porno. Il cinema scomodo di Gerard Damiano, di Fabio Giovannini, edito da Stampa alternativa), il santo sanctorum del cinema hard. Il regista che portò il vessillo della pornografia innalzandola a fenomeno di massa. Il problema consisteva nel considerare il cinema a luci rosse con lo stesso rigore e vigore di quello tradizionale. Il porno è laido, esteticamente deludente e agli occhi di un cinefilo – nel mio caso, ex cinefilo divenuto spettatore distratto e occasionale  – si presenta come un oggetto miscredente. È poco credibile nel suo proporsi come opera artistica. Non ho mai creduto alla rivoluzione pornografica. Non ho mai ceduto ai luciferini imbonitori, che la proponevano come una necessaria danza, di tumultuosa liberazione, dalle castranti prigionie sessuali. È giusto considerarla un’estenuante legittimazione di inquietanti parafilie. Sia ben chiaro, la mia non è una condanna (e ci mancherebbe pure che mi metta a fare il moralista nel bel mezzo di una recensione di un libro che racconta il porno). Tuttavia consentitemi di distaccarmi intellettualmente dall’elegia percepitata dalla rilettura del libro. Il cinema hard ha contribuito a reprimere e a banalizzare le alchimie carnali, non le ha certo emancipate: semmai mistificate. Comunque non sconsiglio l’acquisto di un libro, che può risultare interessante per gli appassionati e studiosi della “Golden age” dell’hard degli anni settanta. Il volume contiene un studio, dettagliato, sui primi film di Damiano e scompone alcuni passi delle sceneggiature dei film più noti. Nulla di eccezionale, dal punto di vista della ricerca storiografica, però va apprezzata la buona volontà dell’autore nell’aver analizzato la vicenda artistica di un regista che volente o nolente hanno fatto la storia dell’industria cinematografica.

tizianodecoder2@gmail.com

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