Indagine Consip, Matteo Renzi al padre: “Diʼ la verità ma non rischiare”

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Il padre dellʼex presidente del Consiglio era accusato di traffico dʼinfluenze in uno dei filoni dellʼinchiesta. Per lui è stata chiesta lʼarchiviazione

A marzo del 2017, prima dell’interrogatorio di Tiziano Renzi, indagato all’epoca nel caso Consip, l’ex premier Renzi si rivolge al padre suggerendogli la strategia difensiva. Ai magistrati “devi dire la verità”, spiega Matteo ricordandogli la delicatezza della situazione e la necessità di “non provocare, perché devi portare a casa il culo”. Tiziano Renzi, infatti, era accusato di traffico d’influenze. La Procura ne ha poi chiesto l’archiviazione. “Si sta giocando un pezzo di potere che non è semplicemente il mio culo, ma si stanno giocando pezzi di potere tra servizi segreti, magistratura e mezzo mondo. Stai tranquillo – sono le parole di Renzi al padre – . Devi portare a casa il culo, non devi avere atteggiamenti provocatori e polemici”, è la ricostruzione de Il Fatto Quotidiano. In un’altra occasione i toni di Renzi con il genitore, che ammette di non ricordare alcuni incontri con persone coinvolte nell’inchiesta, diventano più duri. “Devi dire la verità! Devi ricordarti quando hai incontrato Romeo (imprenditore), se lo hai incontrato una o più volte. Devi dire tutto quello che lui ti ha detto perché non puoi dire bugie”, dice l’ex premier.
Le accuse – I pm accusavano Tiziano Renzi di aver aiutato l’imprenditore Alfredo Romeo a rafforzare i suoi contatti nella centrale acquisti della P.a. in cambio della promessa di denaro. Renzi sr. ha sempre negato ogni addebito, come ribadito anche nell’interrogatorio di marzo 2017.

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