Processo Kroll, assolto per la terza volta Marco Tronchetti Provera

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Il fatto non costituisce reato. Si chiude con una sentenza di assoluzione il processo d’Appello ter sul caso Kroll che vede l’amministratore delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, imputato per ricettazione. Era Il terzo processo d’appello di una saga giudiziaria che riguarda una presunta ricettazione del 2004. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Laura Gay, aveva chiesto la conferma della condanna a venti mesi di carcere inflitta al manager nel luglio 2013 al termine del processo di primo grado. Gli avvocati Marco De Luca e Giuseppe Lombardi avevano ribaditp la rochiesta di assoluzione dopo quella già incassata dall’ad di Pirelli nei due precedenti processi d’appello. «Ho fatto il triplete», è il commento ironico dell’ad di Pirelli, presente in aula alla lettura del verdetto.

RINUNCIA DELLA PRESCRIZIONE
«Ho sempre avuto fiducia che la verità sarebbe emersa – afferma Tronchetti Provera – Era già emersa due volte, ma la verità sa essere molto cocciuta. Tutta questa vicenda ha visto 17-18 capi di imputazione archiviati e tre assoluzioni. Questa è una risposta della giustizia a chi ha cercato di alterare la verità». Al manager era contestato il reato di ricettazione, con riferimento a un cd con dati raccolti dall’agenzia di investigazioni Kroll nel 2004 che – durante il contenzioso per il controllo di Brasil Telecom – stava portando avanti un’attività illecita nei confronti di Telecom Italia e della famiglia Tronchetti Provera. Il 7 luglio 2013 Tronchetti Provera viene condannato in primo grado a un anno e otto mesi nell’ambito della vicenda Kroll e nell’aprile 2015 rinuncia alla prescrizione. L’11 giugno 2015 viene assolto dalla corte d’Appello di Milano perché «il fatto non costituisce reato», il 29 settembre il procuratore generale presenta ricorso in Cassazione.

DENUNCIA ALLA PROCURA
A febbraio dell’anno successivo gli ermellini rinviano nuovamente gli atti a Milano per un nuovo processo d’appello, al termine del quale Tronchetti viene di nuovo assolto perché il fatto non costituisce reato: secondo i giudici, l’ad di Pirelli «si è difeso da un’aggressione di Kroll». Il 20 aprile 2017 il procuratore generale di Milano presenta un nuovo ricorso, l’11 gennaio di quest’anno la sesta sezione della Cassazione annulla la sentenza di assoluzione del secondo processo d’appello. Nell’ultima udienza Trnchetti Provera ha preso la parola per ribadire, con alcune dichiarazioni spontanee, la propria innocenza: «Ho partecipato a una riunione di una ventina di minuti dove mi è stato segnalato che esisteva un’azione contro la mia persona, la mia famiglia e la mia azienda da parte di Kroll. La mia reazione è stata una e semplice: dissi agli avvocati Mucciarelli e Chiappetta di denunciare tutto alla procura della Repubblica. Un mandato pieno, quello dato ai miei legali. Mucciarelli mi precisò che doveva prima studiare bene tutte le carte per evitare una causa per calunnia. Poi seppi dallo stesso Mucciarelli che i documenti erano stati inviati all’autorità giudiziaria brasiliana quando le carte erano già state depositate».

Claudia Guasco, Ilmessaggero.it

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