News sull’avaria a Linate. Enav sotto attacco. Giro (Forza Italia): “Toninelli è a conoscenza del piano industriale della società?”

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Nei giorni scorsi, vi abbiamo informato dell’avaria accaduta nell’ACC all’aeroporto Linate di Milano, sotto gli occhi dell’a. d. di Enav, Roberta Neri. La vicenda aveva procurato indignazione e arimonia verso Enav, accusata di pensare troppo al profitto e poco alla sicurezza del traffico aereo. Il senatore Giro (Forza Italia) ha fatto con il collega Mallegni un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, risposte sull’accaduto e lumi sulla gestione finanziaria di Enav. Vi riportiamo l’intera interrogazione, senza tagli né censure.

Al ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: come denunciato dalle diverse rappresentanze sindacali del trasporto aereo, nella mattinata di venerdì 19 ottobre 2018, si è verificata l’ennesima avaria, la quarta del 2018, in una sala operativa di Enav, questa volta nel centro di controllo d’area (ACC) di Milano; Enav svolge un servizio pubblico e lo esercita in regime di concessione sulla base di un contratto di programma del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Lo Stato è responsabile del controllo della prestazione sicura ed efficiente di servizi di navigazione aerea e dell’osservanza delle norme comuni stabilite a livello internazionale ed europeo; Enav è stata oggetto nel 2016 non solo di una privatizzazione, ma anche di quotazione in borsa (unico caso al mondo nel settore); il piano aziendale della società per gli anni 2018-2022 sembrerebbe prevedere la riduzione da 4 a 2 dei centri di controllo presenti in Italia, con la riorganizzazione di quelli situati a Brindisi e Padova; come sottolineato dal primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo in due interrogazioni presentate al Ministro in indirizzo (4-00455 e 4-00660) alle quali non è stata data, ad oggi, alcuna risposta, è indispensabile che ENAV dimostri che la primaria finalità della sua missione, designata dalla legge, dai regolamenti e dal codice della navigazione (di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e successive modificazioni e integrazioni), è quella di garantire la sicurezza, la regolarità ed efficienza dei servizi erogati, attraverso una coerente gestione del rischio dell’attività di missione; le stesse sigle sindacali, nel comunicato, hanno chiesto che “si inizi a parlare seriamente meno di trading e di finanza e più di training ed investimenti su personale e macchine”, si chiede di sapere: se sia stata fornita evidenza da ENAV che gli incidenti di disponibilità dei sistemi verificatisi negli ultimi anni, da ultimo quello di Milano, con conseguenti significative interruzioni, abbiano ricevuto un’effettiva ed efficace analisi delle cause originarie; se al Ministro in indirizzo risulti che il management aziendale abbia messo in atto tutte le iniziative utili al perseguimento degli obiettivi istituzionali, quali la sicurezza, e non sia invece subalterno alla sola logica dei dividendi (100 milioni di euro in due anni) con una conseguente ricaduta positiva nelle retribuzioni personali; se sia a conoscenza del nuovo piano industriale dell’Enav e della riorganizzazione in macrostrutture e se non ritenga che i maggiori profitti assegnati agli azionisti rischino di sottrarre risorse per la sicurezza di volo; se la presenza di rappresentanti del Dicastero nel consiglio di amministrazione di ENAV risponda a logiche esclusive di presidio del pubblico interesse o viceversa configuri un palese conflitto di interessi fra ente vigilante (Ministero) e ente vigilato (società) così come sembra per la presenza nell’organismo sociale del vice capo di Gabinetto del Ministro al suo secondo mandato, ciò pregiudicando una trasparente attuazione del piano industriale stesso.

P. S. Il ministro Toninelli non ha ancora risposto all’interrogazione. Il senatore Giro ha dichiarato di voler denunciare Toninelli “se non dovesse dare chiarimenti sui fatti e se non risponderà alle numerose interrogazioni parlamentari”.

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