Dieta flexitariana: scopri che cosʼè e come funziona

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Ideale per chi è sensibile al tema della sostenibilità ambientale ma non vuole rinunciare completamente alle proteine animali

Anche se è nota e utilizzata già da qualche anno, negli ultimi tempi sta diventando molto trendy: la dieta flexitariana è adottata da numerose Celeb che dichiarano di aver rivoluzionato in questo modo il loro stile alimentare. Come dice il suo stesso nome, è un modo flessibile di alimentarsi: trae i concetti di fondo dalle diete vegetariane, ma concede spazio anche ad un consumo contenuto e oculato di proteine animali, nell’ottica della sostenibilità per il nostro fisico e per il Pianeta. Applicata correttamente può essere utile anche perperdere qualche chilo di peso. Come si può intuire facilmente, il termine “flexitariano” o “flexitarian” deriva dall’unione delle parole flexibile (flessibile) e vegetarian (vegetariano). In pratica è una dieta vegetariana, ma non troppo: non viene condannato il consumo di carne, ma il suo abuso, e le ragioni della predilezioni per gli alimenti vegetali non è legata tanto a motivi etici quando a ragioni salutistiche. Il consumo di carne è ammesso, quindi, ma in quantità ridotte e con un accurato controllo sulla sua qualità. La dieta è stata creata dalla dietista statunitense Dawn Jackson Blatner, la quale nel 2008 ha pubblicato il suo metodo in un libro, “The Flexitarian Diet” (editore McGraw-Hill). Negli ultimi tempi ha riscosso un crescente successo, tanto da essere seguita da numerosi VIP, tra cui Emma Thompson, Cameron Diaz e Gwyneth Paltrow, per citarne solo alcuni. La dottoressa Blatner ricorda che numerosi studi hanno dimostrato che chi segue un’alimentazione vegetariana vive in media 3,6 anni in più e pesa il 15% in meno rispetto a chi mangia carne. Tuttavia, per approfittare dei benefici dell’alimentazione vegetariana non occorre rinunciare completamente alle proteine animali, ma è sufficiente ridurne i quantitativi e prestare invece la massima attenzione alla qualità di quello che si mangia, privilegiando il più possibile i prodotti bio e a chilometro zero. Per dimagrire occorre calcolare un introito calorico di 1500 kcal al giorno, suddivise in questo modo: 300 a colazione, 400 a pranzo, 150 per ogni spuntino e 500 a cena. Rinunciando agli spuntini si può scendere a 1200 calorie, oppure si può arrivare a 1800 raddoppiando la colazione. La verdura fresca e la frutta sono al centro dei pasti di ogni giorno: privilegiare cibi di questo tipo significa anche diminuire la quota di prodotti da forno e dei carboidrati in generale (come pasta e riso). Sì ai cereali integrali, ai semi oleosi e ai legumi. Blatner suggerisce dilimitare il consumo di carne in modo progressivo: i “principianti” dovrebbero astenersi due giorni a settimana e non superare il limite massimo settimanale di 700 g di carne; gli “avanzati” tre o quattro giorni senza carne e fino a 500 grammi a settimana; gli “esperti” possono stare senza carne cinque giorni a settimana e limitarsi a 250 g a settimana. Non ci sono limiti per il pesce, il cui consumo, al contrario, è incoraggiato. La dieta si segue per un periodo di due settimane e dovrebbe far perdere tre-quattro chili di peso. Si può trasformare in uno stile alimentare da seguire d’abitudine modulando l’apporto calorico, ma mantenendo le proporzioni: i vegetali forniscono il 40% del fabbisogno, un altro 40% è ripartito tra cereali integrali da un lato e legumi e semi oleosi dall’altro, mentre il restante 20% può venire dagli alimenti di origine animale. La flexitarian diet può essere considerato un regime vegetariano che consente un uso occasionale di carne, uova, pollame e pesce. E’ meno restrittivo e quindi impone meno rinunce rispetto a una dieta vegetariana classica, e offre un regime alimentare più completo perché non esclude del tutto le proteine animali e non comporta il rischio di carena di vitamine (in particolare la D e la B12) e di altri nutrienti indispensabili al nostro organismo. Il consumo ridotto di carne, inoltre, offre il beneficio di mantenere un migliore controllo di colesterolo, trigliceridi e pressione sanguigna, a tutto vantaggio del nostro sistema cardio-circolatorio. Il maggiore consumo di frutta, fresca e secca, e verdura favorisce la bellezza e l’elasticità della pelle e la salute di capelli e unghie. Un minore consumo di carne ha un impatto positivo sulla salute del nostro Pianeta ed è una scelta di consapevolezza e sostenibilità. E, visto che la carne è una della voci che esano di più sul bilancio della nostra spesa, anche il portafoglio ringrazierà.

TGCOM24

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