Roma, Raggi annuncia: “Meno auto nel centro di Roma”

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Sindaca, a Roma è una strage di pedoni: già 107 vittime dall’inizio dell’anno. Cosa fa il Comune? Quando rifarete almeno le strisce?
«Sono stati dei fatti tragici e il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime. Proprio dopo uno di questi drammi, la morte di una ragazza, abbiamo sperimentato le strisce illuminate al led».

Era in zona San Giovanni, via dell’Amba Aradam, ma siete arrivati dopo che lì morì Alice, investita da un taxi. Magari ci si può muovere prima che ci siano altri lutti
«Le altre sono a Cinecittà, vicino agli studios, e poi in altri quattro punti. Stiamo aspettando l’omologazione da parte del ministero dei Trasporti per poi procedere con tutti gli altri progetti».

Ma quanto costa ridisegnare intanto tutte le zebre della Capitale? Rispetto ad altri, l’investimento non dovrebbe essere così importante.
«La spesa complessiva è intorno ai 4-5 milioni di euro. Le strisce comunque le stiamo rifacendo in diversi punti ed incroci pericolosi. Utilizzando anche una vernice speciale, non di quelle che si cancellano alla prima pioggia. E abbiamo sensibilizzato tutte le ditte che fanno lavori di manutenzione stradale al ripristino della segnaletica orizzontale laddove si deve intervenire per coprire o sistemare una buca. Altra cosa ancora, abbiamo già spostato una serie di attraversamenti pericolosi, riducendoli in alcuni punti, come a piazza Venezia ad esempio».

E sull’uso del 3D?
«Sono d’accordo. Anzi, testeremo a breve degli attraversamenti pedonali rialzati, che diventano una sorta di dosso per gli automobilisti».

Altra problematica: nel weekend il Centro esplode e i pericoli aumentano. Chiudere i varchi alle auto di domenica?
«Sicuramente esiste un problema di congestionamento durante il weekend, più la domenica che il sabato, ma il tutto va affrontato e discusso in un certo modo. L’idea la condivido, stiamo affrontando la questione e ne stiamo parlando con le categorie produttive, commercianti e lavoratori del Centro storico. Ma dei passi nella direzione di liberare le nostre strade dal traffico automobilistico, sia nei giorni feriali che in quelli festivi, li stiamo facendo. Ad esempio stiamo introducendo una serie di zone 30 chilometri orari nei quindici Municipi di Roma, che sono grandi quanto una medio/grande città italiana. E quasi tutti i territori ce ne hanno fatto richiesta. Del resto, è quello che c’è in tutte le grandi capitali europee, come Barcellona, Parigi ed altre realtà importanti. In questo modo si rendono le strade dei quartieri più sicure e meno pericolose, e si disincentiva il trasporto con mezzo privato».

In attesa di chiudere la Ztl anche nei weekend, superando le resistenze che ci potrebbero essere, cosa pensate di fare?
«Dal primo gennaio l’orario di ingresso nelle zone più centrali di Roma, per chi non ha il pass, non sarà più le 18 ma si sposterà di un’ora in avanti, alle 19. E poi, dopo altri sei mesi, o comunque entro la fine del 2019 lo sposteremo ancora più avanti, alle ore 20. E anche su questo abbiamo aperto un tavolo di discussione con i commercianti ricordando una cosa: che laddove si chiude alle auto, anche le attività produttive ne beneficiano, perché le persone possono fare acquisti passeggiando tranquillamente per strada».

L’assedio dei bus turistici non è più sostenibile e su questo vi siete mossi. Perché non intervenite anche sui minivan?
«Intanto la stretta sui pullman turistici non è stata una cosa semplice: la mia è la prima giunta che mette mano a questo problema, aumentando le tariffe, mentre prima si pagavano soltanto duemila euro l’anno, e riducendo l’accesso dei bus in Centro, mantenendoli fuori dalla zona a traffico limitato. Il regolamento entrerà in vigore dal primo gennaio 2019. È proprio di ieri, infatti, la notizia della sentenza del Tar che respinge il ricorso presentato da 48 operatori del settore contro la delibera della nostra amministrazione che introduce le nuove tariffe. Se avessimo forzato ulteriormente la mano, facendo scattare i nuovi divieti e i nuovi prezzi già dalla metà del 2018, i ricorsi sarebbero stati molti di più. Considerate che ne erano già pronti 12… Significava rimanere bloccati tra cause e controcause. Gli abbonamenti dei bus, infatti, sono annuali. E sulla base delle tariffe pagate, i tour operator avevano già venduto i pacchetti turistici. In ogni caso, dal primo gennaio siamo pronti, i nuovi carnet di abbonamento sono già in vendita sul sito».

Dicevamo dei minivan, che poi sono Ncc…
«Lì la questione è ancora più complessa. Noi abbiamo utilizzato anche la direttiva Minniti sulla sicurezza per non farli più accedere in alcune aree sensibili, come ad esempio il Campidoglio, ma per una regolamentazione generale servirebbe un intervento da parte del ministero dei Trasporti».

Girando per la città si vedono sempre pochi vigili. Dov’è finita la promessa di metterne 7 su 10 su strada?
«I 300 nuovi agenti di Polizia locale già sono andati tutti quanti a rinforzare i servizi su strada. Poi vorrei esaurire il vecchio concorso del 2010, completando le assunzioni e avviarne un secondo: il Corpo della Polizia locale di Roma è sotto organico, dovrebbe avere 8 mila agenti e invece ce ne sono soltanto 5.700 circa. Il territorio della Capitale è molto vasto, i luoghi sensibili innumerevoli».

Il rinforzo di sabato e domenica, ma anche nei giorni normali?
«Stiamo provvedendo alla riorganizzazione del Corpo, anche attraverso l’accorpamento di alcuni gruppi territoriali nei vari Municipi. Prima questi gruppi erano 19, poi sono scesi a 15 ma sono rimaste doppie segreterie, doppie strutture. Anche da questa azione pensiamo di recuperare alcune unità da poter utilizzare sulla strada».

Il vigile del futuro come dovrebbe essere, secondo lei?
«Se faremo un nuovo concorso, mi sembra giusto inserire anche delle prove di idoneità fisica, visto il lavoro che sono chiamati a svolgere, e psicologiche visto che possono usare anche la pistola, quando serve».

Lorenzo De Cicco ed Ernesto Menicucci, Il Messaggero

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