Cairo ottimista sul futuro di Rcs: “Quest’anno si farà meglio dell’anno scorso”

Share

Urbano Cairo

«L’anno scorso abbiamo chiuso in utile per 71 milioni di euro e penso che quest’anno si possa fare anche meglio»: lo ha annunciato Urbano Cairo, presidente e a.d. di Rcs Media Group (editore tra l’altro del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport), durante l’EY digital summit. La dichiarazione si lega ad altre precedenti fatte dall’imprenditore che non escludono la distribuzione di un dividendo dopo la chiusura dell’esercizio in corso: «Se le cose in Rcs andranno bene come nei primi sei mesi dell’anno», aveva già detto Cairo, «la distribuzione del dividendo potrebbe essere una realtà. Ma è questione che spetta al consiglio di amministrazione e che deve poi essere ratificata dalla assemblea dei soci».

Per quanto riguarda il Corriere della Sera, «il Corriere.it ha 2,5 milioni di utenti unici al giorno e 9,5 milioni alla settimana. Abbiamo fatto molto. Anche la Gazzetta.it arriva a 1,8 milioni al giorno e a 5,5 milioni di utenti unici a settimana», ha proseguito l’editore. «L’obiettivo è fare il doppio se non il triplo» con gli abbonamenti digitali.

L’editore anche di vari periodici e dei canali tv La7 e La7d ha comunque ribadito: «Credo ancora nei giornali di carta. Il Corriere della Sera tra copie che vende in edicola e a casa alle ore 7 e digital edition arriva a circa 300 mila copie al giorno che non è poco. È un numero importante. Vent’anni fa si vendeva il doppio delle copie ma stiamo facendo un lavoro importante per offrire un giornale più ricco» senza incrementare i prezzi di vendita. Infatti, «oggi il Corriere dovrebbe costare 1,8 euro e invece costa 1,5 euro».

Infine, in campo televisivo, «si potrebbero fare altre cose, bisogna essere molto attenti e qualora ci fosse un’opportunità è una cosa che va seguita. Lo sviluppo è positivo», ha continuato Cairo che ha affrontato anche temi di attualità economico-politica: in questo momento «c’è una nuova manovra e un confronto» con l’Unione europea sul Def (Documento di economia e finanza) e noi «dobbiamo far valere di più l’Italia in Europa». Ricordando che «i mercati vanno tenuti in considerazione perché se questo maledetto spread sale i tassi d’interesse aumentano», l’imprenditore ha concluso che «in Italia abbiamo 180 miliardi di beni e servizi acquistati con degli sprechi notevolissimi: si potrebbe tagliare almeno il 25% e questo vorrebbe dire una manovra importantissima da circa 40 miliardi con cui tagli le tasse. Dai un reddito a chi non ce l’ha e aiuti a trovare un posto di lavoro. Il consiglio che do a chi è al governo è stare attenti al miglioramento dell’efficienza di cui si parla e non si fa».

ItaliaOggi

Share
Share