Un adolescente ha violato i sistemi Apple

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Ha evitato il carcere l’adolescente australiano condannato per aver violato dei sistemi di Apple per due anni, scaricando file protetti e facendo scattare indagini dell’Fbi. Il tribunale dei minori di Melbourne ha stabilito che non sia registrata alcuna condanna a suo carico e che sia sottoposto a libertà vigilata per otto mesi. E’ stato dichiarato in tribunale che il giovane, che ora ha 19 anni ma al tempo dell’hackeraggio ne aveva 16, è ora studente universitario e studia criminologia e cybersicurezza.
Il giovane, che è ben conosciuto nella comunità degli hacker ma non può essere identificato in quanto imputato minorenne, era accusato di aver penetrato l’elaboratore centrale del colosso tech da casa sua in un sobborgo di Melbourne. E di aver scaricato 90gb di file sicuri e acceduto a conti di clienti.
Quando la Apple ha scoperto che qualcuno accedeva nella sua rete senza autorizzazione, ha bloccato l’utente e si è rivolta all’Fbi, che ha poi contattato la polizia federale australiana.
Secondo l’accusa, il pirata informatico aveva sviluppato “tunnel computerizzati e sistemi di bypass online” che ne assicuravano l’anonimia e usava “chiavi autorizzate” per accedere inosservato. La Apple dal canto suo ha assicurato che i dati personali dei clienti non sono stati compromessi. “In questo caso, le nostre squadre hanno prontamente scoperto l’accesso non autorizzato, lo hanno contenuto, e hanno riportato l’incidente alle forze dell’ordine”, ha dichiarato in un comunicato letto in corte.

ANSA

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