Amazon vuole mettere Alexa ovunque

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E per farlo ha presentato una sfilza di nuovi prodotti che usano il suo assistente per la casa, compreso un forno a microonde

Nel corso di un evento a sorpresa organizzato nella sua sede di Seattle, negli Stati Uniti, Amazon ha presentato oltre una decina di nuovi prodotti che funzionano con l’assistente personale Alexa, in commercio da circa quattro anni. Alcune novità sono  piuttosto creative, come un microonde che può collegarsi al WiFi di casa per ricevere le istruzioni da Alexa su come riscaldare e cuocere gli alimenti. Amazon vuole rendere popolare e diffuso il suo assistente personale non solo tra gli appassionati di tecnologia, che lo hanno adottato quasi da subito, ma anche tra i meno esperti, offrendo prodotti familiari e che già conoscono, come un microonde o un orologio da muro, ma con al loro interno Alexa. L’obiettivo di Amazon è essere ovunque con il proprio assistente personale, così che ogni utente possa sempre chiedere ad Alexa le ultime notizie o le informazioni sul meteo, attivare qualche elettrodomestico in casa, segnarsi un appuntamento o spegnere tutte le luci automaticamente prima di andare a dormire. Ma ciò che davvero interessa ad Amazon è offrire uno strumento che consenta di acquistare istantaneamente qualcosa sul suo gigantesco sito di ecommerce, senza nemmeno doverlo visitare sul computer o sullo smartphone. Quattro anni fa Alexa era nata con quello scopo, che ancora oggi rimane al centro della strategia di Amazon. Prendiamo per esempio il nuovo microonde annunciato durante l’evento di giovedì 20 settembre. All’apparenza è un normalissimo microonde, di quelli economici e senza complicati programmi da impostare per la cottura. Non ha Alexa installato direttamente al suo interno, ma ha la capacità di comunicare con un dispositivo a parte collegato a Internet, impostato per funzionare con l’assistente vocale. Si possono quindi comunicare ad Alexa quantità e tipologia degli alimenti per fare in modo che gestisca automaticamente il forno per cuocerli. Amazon ha spiegato che il sistema è un primo esempio di come potrebbero cambiare gli elettrodomestici di casa, e che è un modo per sperimentare e indurre gli altri produttori a seguire questa strada, naturalmente impiegando Alexa. Amazon ha da sempre un approccio di vendita “sperimentale” con i suoi prodotti, che raramente si trova nelle altre grandi aziende tecnologiche. Invece di presentare un solo nuovo prodotto alla volta, estremamente rifinito in ogni dettaglio come fa Apple, Amazon mostra le novità a cui ha lavorato appena è possibile per verificare direttamente con i suoi clienti le reazioni. Questa strategia ha contributo ad alcuni dei più grandi successi di Amazon, come i lettori di ebook Kindle e gli Echo (gli altoparlanti con Alexa), ma anche ad alcuni notevoli fallimenti come lo smartphone Fire, abbandonato dopo pochi anni per scarsissimo interesse da parte degli utenti. È quindi difficile prevedere se tutti gli oggetti presentati avranno un futuro. Tra questi, oltre al microonde che costa circa 60 dollari, ci sono un amplificatore con Alexa da collegare alle casse del proprio impianto stereo, un subwoofer che può essere collegato a due Echo per avere uno stereo senza fili in casa, un orologio a muro che può impostare diversi timer, una spina intelligente per attivare o disattivare qualsiasi elettrodomestico, un Echo piccolo e sottile da usare sul cruscotto dell’automobile e una sorta di videoregistratore, che registra i programmi TV e può poi trasmetterli in streaming ai propri dispositivi. Amazon ha inoltre rinnovato i suoi Echo Dot ed Echo Plus, migliorandone notevolmente il design. Amazon vuole fare in fretta per battere la concorrenza di Google e di Apple, entrambe interessate a espandere i loro servizi per la casa. La sequela di novità potrebbe dare qualche vantaggio ad Amazon, ma il fatto che per ora Alexa sia disponibile in un numero ridotto di paesi resta uno svantaggio. Google nell’ultimo anno ha recuperato molto terreno con il suo Assistente, che non solo funziona su centinaia di milioni di smartphone Android, ma anche sui dispositivi per la casa Google Home. L’Assistente ha alle spalle l’enorme mole di dati del più grande motore di ricerca al mondo, che sta inoltre investendo molto su nuove soluzioni di intelligenza artificiale per migliorarne ancora la resa. Apple per ora è meno minacciosa su questo fronte: Siri non è a livelli comparabili con Alexa o Assistente Google, e gli Apple HomePod continuano a essere troppo costosi per la maggior parte degli utenti. Nella presentazione dei nuovi iPhone XS, Apple non ha praticamente menzionato Siri, a dimostrazione che ci sono ancora molte cose da sistemare per rendere il sistema competitivo. Amazon conserva comunque un certo vantaggio nei confronti di Google sulle cose che Alexa può già materialmente fare. L’azienda ha avviato da tempo un programma per consentire a chi produce app ed elettrodomestici di “insegnare” ad Alexa nuove cose (“skills”). Il programma è stato molto incentivato in questi mesi da Amazon, al punto da avere ormai prodotto più di 50mila diverse skills. Orientarsi all’interno di così tante funzionalità potrebbe essere un problema per gli utenti: Amazon ne è consapevole e per questo sta perfezionando una funzione che porti Alexa a scegliersi, di volta in volta, le skills più adatte per eseguire un certo compito. Analisti e osservatori sono invece più scettici sulle effettive capacità di Amazon di sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale per Alexa, rispetto a concorrenti come Google. La società sta investendo molto anche su questo fronte e ha annunciato Alexa Hunches, una funzione che sarà disponibile entro fine anno e che serve per dare suggerimenti mentre si utilizza l’assistente vocale. Se per esempio si dice “Buona notte”, l’assistente propone di spegnere tutte le luci di casa, se qualcuna è rimasta accesa. Alexa Guard, invece, serve come sistema antifurto: l’assistente rileva rumori anomali o dell’allarme antincendio, e invia una notifica al proprietario sul suo smartphone, se non si trova in casa. Alexa per ora non è disponibile in Italia, ma da qualche tempo Amazon ha avviato un primo programma dedicato agli sviluppatori italiani, per sperimentare con l’assistente vocale e inserire le sue funzionalità nei loro prodotti. L’arrivo dell’assistente vocale, e della sua ormai notevole quantità di dispositivi compatibili, dovrebbe avvenire anche da noi entro pochi mesi.

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