Territori speciali

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Un’immagine della Guyana

Qual’è il paese con cui la Francia condivide il più lungo confine terrestre? È una domanda da professore sadico. La risposta, sorprendente, è il Brasile. Si tratta del confine che separa la Guyana Francese dalla Repubblica Brasiliana. La Guyana — c’è chi preferisce “Guiana”, ma non è che se ne parli molto — è un dipartimento d’oltremare della Francia nell’America meridionale. Oltre al Brasile, confina ad ovest col Suriname e a nord si affaccia sull’Atlantico. Con una superficie di 83mila km², è il più grande dei dipartimenti francesi e il meno densamente popolato. La capitale, la Caienna, è nota per essere stata sede di un bagno penale particolarmente feroce—anche se i prigionieri erano perlopiù confinati sulla vicina Isola del Diavolo. La Guyana non è solo un inquietante souvenir dell’epoca coloniale francese. Come parte integrante della République, è una delle “regioni ultraperiferiche” dell’Unione Europea e l’unica sul continente sudamericano. Fa parte a pieno titolo dell’Ue, l’euro è la moneta corrente. Quello delle sue regioni esterne non è uno degli argomenti preferiti dall’Unione quando è in vena di “informare, non influenzare”. Si tratta dei resti degli imperi coloniali degli stati membri. Costituiscono a volte—specialmente nel caso francese—il ricordo vivente e imbarazzante di un’altra epoca. Altri di questi territori Ue sono le Azzorre e Madera (Portogallo), le Canarie (Spagna) e ancora delle isole francesi: Guadalupa, Martinica, Mayotte e La Riunione, le ultime due nell’Oceano Indiano. Poi ci sono le Antille olandesi di Bonaire, Saba e Sint Eustatius. Fanno parte dei Paesi Bassi, ma lo status di regioni ultraperiferiche dell’Unione è ancora “allo studio” in quanto rifiutano l’euro per tenersi il dollaro Usa. Al di là di questi casi, sono altri 21 i paesi e territori d’oltremare che hanno un rapporto “speciale” con uno Stato membro dell’Unione: 12 con il Regno Unito, sei con la Francia, due con i Paesi Bassi e uno con la Danimarca: la Groenlandia, il cui caso è particolare. Una volta la Groenlandia faceva parte dell’Unione, ma i suoi residenti hanno scelto con un referendum di uscirne, cosa avvenuta poi nel 1989. Mantengono però la cittadinanza danese e attraverso quel legame l’Ue li conta ancora come suoi. I possedimenti inglesi — con l’eccezione del desolato Territorio antartico britannico — sono tutti delle isole di dimensioni abbastanza modeste, comprese le Falklands/Malvinas e Sant’Elena, dove morì in esilio Napoleone. Come l’Inghilterra del resto, sono fuori dall’area dell’euro. I territori d’oltremare della Francia—oltre a quelli citati sopra — comprendono anche Saint-Pierre e Miquelon, la Polinesia francese e le isole di Wallis e Futuna. Sono “collettività d’oltremare” della madre patria. La Nuova Caledonia (una dozzina d’isole nel Sud Pacifico) è invece una “collettività sui generis”… Saint-Pierre e Miquelon sono nella zona euro, mentre la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna usano come moneta il “franco CFP”. La sigla CFP in origine stava per — oops — Colonies françaises du Pacifique, mentre oggi significa Change franc Pacifique (“Cambio franco Pacifico”). È una valuta che s’appoggia all’euro. Come si dice: Plus ça change, plus c’est la même chose. Solo che ora garantisce l’Europa.

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