Arriva il piano per ridurre le tasse

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Il governo potrebbe mettere le mani sull’Irpef per cambiare la struttura dell’imposta sul reddito personale.

Una modifica all’Irpef era già stata annunciata dal ministro del Tesoro, Giovanni Tria. Il titolare di via XX Settembre è stato chiaro: “Siamo allo stadio avanzato di un piano che semplifichi l’imposta”. Di fatto l’ipotesi più probabile sul campo è quella che porterebbe le aliquote da cinque a quattro. Il primo scaglione, quello fino a 15 mila euro al 23% verrebbe ridotto. I due scaglioni intermedi invece verrebbero accorpati creando una fascia unica che include quello al 27 per cento tra i 15mila e i 28mila euro e quello al 38 per cento tra i 28mila e i 55mila euro. Qui verrebbe racchiusa, come riporta ilMessaggero, la calsse media di cui parla Tria e su cui il governo vuole intrevenire per tagliare il carico fiscale. Parallelamente però va sottolineato un altro aspetto su questo fronte: con il nuovo piano Irpef verrebbe riassorbito il bonus di 80 euro renziano. Il bonus diventerebbe una detrazione.

Anche su questa riforma fiscale al Tesoro si cerca di trovare la quadra. Un punto di riduzione della prima aliquota costerebbe 4 miliardi di euro. Di fatto Tria prevedeva di finanziare questa operazione con i tagli dell’Iva, ipotesi tramontata dopo il “no” di Di Maio e Salvini. Da questo è però nato un progetto che potrebbe portare nel giro di due anni ad una nuova struttura fiscale. La Lega per il 2019 punta ad una flat tax al 15 per cento per partite Iva e professionisti che fatturano fino a 65mila euro. Poi dal 2020 scatterebbe la rivisitazione dell’Irpef con due aliquote fisse: una al 15% per chi guadagna fino a 100mila euro e il 20% per chi va oltre. Infine in questa “battaglia” sulla manovra va ricordato anche un altro aspetto: Salvini chiede interventi pesanti sulla riduzione delle tasse ed ha già bocciato la riduzione di un solo punto percentuale del primo scaglione. Per avere più risorse e per ottenere un riduzione più consistente delle imposte, Salvini dovrebbe rinunciare al superamento della Fornero, come filtra da via XX Settembre. Ma difficilmente il leader della Lega mollerà la presa sul fronte previdenziale.

Luca Romano, Ilgiornale.it

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