Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

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Cristiano Ronaldo

Lui stesso ha raccontato che cominciava a sentirsi una certa ansia addosso. E finalmente si è sbloccato e ha segnato due gol, decisivi per la vittoria Juve su un forte Sassuolo. Tre partite senza gol e le due mezze Italia in eterno conflitto (quella filojuventina e quella che detesta la Zebra) cominciavano a chiedersi, unite nel dubbio, se il chiasso per CR7 non fosse stato esagerato. Adesso viene il bello.

 

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Matteo Orfini

Certi esponenti di spicco del Pd fanno sparate, mediatiche più che politiche, al solo scopo di far sapere che non sono finiti. Matteo Orfini si sveglia e dice che il Pd va sciolto, per ripartire da zero. Vien voglia di dire (non solo a lui, ma tra i renziani responsabili della catastrofe lui è il presidente del partito!): benedetti compagni, prendete botte da anni e ancora cincischiate con le parole, anziché ritirarvi in blocco e per sempre?

 

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Federico Dimarco

Milanese, interista, 21 anni ancore da compiere, titolare nelle Nazionali giovanili. Ha segnato un eurogol all’Inter consentendo al Parma una clanorosa vittoria a San Siro. Due commenti sono immediati. Giorni italiani di qualità ci sono, ma bisogna farli giocare. Poi: l’Imter ha dato in prestito Federico Dimarco, perché il mister Luciano Spalletti non l’ha tenuto nel suo gruppo.

 

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Jean Asselborn

«Et merde alors!». Così Il ministro degli Esteri del Lussemburgo ha insultato Matteo Salvini e gli italiani. Ex sindacalista, nemico di Viktor Orban: «Fascista!» è il suo abituale ritonello contro gli avversari, rivolto anche a Salvini per il caso immigrati. Il suo Paese, meno di 600.000 abitanti, si offre come paradiso fiscale e non accoglie migranti. Un veccho proverbio dice: anche  le pulci hanno la tosse.

 

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Claudio Baglioni

Nel concerto all’Arena di Verona per celebrare i suoi 60 anni di carriera ottiene un eccellente risultato di ascolti: 23% di share, 3,6 milioni di spettatori. Un buon allenamento per il bis al Festival di Sanremo: il pubblico dimostra, al di là delle previsioni, di apprezzare il suo stile antidivistico e le sue canzoni. Un solo dubbio: a forza di spremerlo il suo repertorio non rischia di stufare, almeno un po’?

 

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Douglas Costa

Inammissibile per qualsiasi professionista (o dilettante) perdere il controllo dei nervi come è successo a lui. Dopo brutte schermaglie con Federico Di Francesco (figlio dell’allenatore della Roma) del Sassuolo, gli ha sputato in faccia. È vero, ci sono diversi precedenti. Ma è ora di smetterla, anche perché le telecamere diffondono le immagini in tutto il mondo.

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