Conte in corsa per cattedra di diritto privato a La Sapienza. Dopo le polemiche ci ripensa: “Non parteciperò”

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Secondo Politico.eu, il premier lunedì dovrebbe sostenere la prova di inglese legale. Ma la candidatura è incompatibile. Ira del Pd

Il presidente del ConsiglioGiuseppe Conte, è nella short list per un incarico di docente di diritto privato all’Università La Sapienza di Roma. Lo sostiene il sito europeo di informazione Politico Europe in un articolo intitolato “Conte piega le regole con una domanda di lavoro”. Secondo la testata basata a Bruxelles, il capo del governo lunedì prossimo sarebbe convocato per sostenere un esame di inglese legale nell’ambito del processo di selezione. Politico.eu sottolinea che Conte non potrebbe concorrere per la posizione, considerando l’incarico che ricopre e precisa che il capo del governo ha presentato la sua candidatura lo scorso febbraio, molto prima di essere chiamato alla guida del governo M5S-Lega. Un funzionario del governo italiano, citato dalla testata, ha confermato che la candidatura di Conte è ancora in piedi e che il capo del governo intende sostenere l’esame lunedì prossimo mentre dalla La Sapienza è arrivato un no comment. L’attacco del Pd non si è fatto attendere. “Se quanto riporta Politico Europe è vero siamo di fronte ad una violazione di legge ed un conflitto di interessi da parte del premier Conte”, ha affermato la deputata del Pd Alessia Morani. Che poi ha aggiunto: “Secondo quanto scrive Silvia Sciorilli Borrelli su “Politico Europe” Conte sta concorrendo nientemeno che per la cattedra del suo mentore alla Sapienza, il prof Guido Alpa, come nella peggiore tradizione del baronificio che danneggia le nostre università. Questo lunedì, a quanto risulta dall’articolo, il premier dovrebbe sostenere l’esame di Legal English, dopo aver ottenuto il punteggio per titoli e cv, su cui non farò l’ironia necessaria… Ci ritroviamo dunque con un premier che ha preso il suo delicato incarico come un dopolavoro? Se così fosse, chiediamo a Conte di fare ciò che qualunque persona per bene farebbe: in ogni Paese democratico e civile un premier in queste condizioni si dimetterebbe immediatamente. Rinunci al concorso e non si approfitti del suo ruolo, poiché è in palese conflitto di interessi: è del tutto evidente che non può partecipare al concorso pubblico di una istituzione che come capo del governo contribuisce a finanziare. Infine, una parola anche al neo ispettore Giarrusso: ha nulla da dire sulla dinamica di questo concorso pubblico?”. In serata il premier ha precisato: “La mia nuova veste mi impone di riconsiderare la scelta. A rigore, da giurista, dico che non dovrebbero esserci conflitti di interesse. Ma impegni istituzionali mi impediscono di partecipare al colloquio orale”.

Luca Romano, Il Giornale

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