L’appello degli editori: “Il copyright tuteli i giornali”

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Andrea Riffeser Monti

Lettera aperta degli editori italiani ed europei al Parlamento Ue che deciderà mercoledì prossimo se approvare o meno la direttiva sul copyright (numero 280 del 2016), dopo che la votazione è stata già rimandata una prima volta lo scorso luglio (vedere ItaliaOggi del 6/7/2018). Fieg ed Enpa chiedono in particolare l’introduzione di un diritto connesso a quello d’autore per gli editori di giornali, ossia la giusta remunerazione a grandi e piccole case editrici per lo sfruttamento online dei loro contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali. Di conseguenza si chiede anche il riequilibrio dei rapporti tra stampa e piattaforme digitali, una garanzia per la sopravvivenza della stampa minacciata dalla distribuzione massiva di contenuti ad opera dei grandi aggregatori digitali e, infine, un contributo alla difesa dei giornalisti e del loro lavoro.

Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 11 della proposta di direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale che si concentra proprio sull’utilizzo (previa equa e consona remunerazione) di articoli di giornali o anche delle loro anteprime da parte di piattaforme digitali come Google e Facebook. L’articolo 11 è stato uno degli articoli maggiormente al centro del dibattito dell’Europarlamento, in attesa che la direttiva passi poi al vaglio del Consiglio dell’Unione europea.

La richiesta della Federazione italiana editori giornali (presieduta da Andrea Riffeser Monti) e della European newspaper publishers association (il cui presidente è Carlo Perrone) riguarda quindi il rapporto tra big della rete e testate giornalistiche. Dal punto di vista dei lettori, perciò, il riconoscimento del copyright non è un bavaglio (come invece ha sostenuto il vicepremier Luigi Di Maio), visto che per gli utenti non cambia nulla concretamente. Anzi, sottolineano nella lettera da Fieg ed Enpa, «l’introduzione del diritto garantirà le libertà individuali, mantenendo la possibilità per gli utenti della rete di essere attori partecipi dei social network, produrre blog, condividere opinioni, foto e link». Per i 150 milioni di lettori europei, semmai, sempre secondo le due associazioni di categoria, l’avvertimento è che «senza approvazione della direttiva si avrà un generale impoverimento della qualità della produzione editoriale e la proliferazione di notizie false e di informazioni non veritiere».

Peraltro, dalla direttiva, non solo vengono esclusi gli utilizzi privati di link ipertestuali ma anche gli usi di contenuti a fini non commerciali. Così, neppure Wikipedia ha qualcosa da temere. La tutela del copyright (con relativo corrispettivo economico da pagare) vale solo per chi realizza ricavi propri utilizzando i contenuti i cui costi sono stati sostenuti da altri.

La tutela della libertà di stampa e la garanzia dei valori democratici sono gli obiettivi ultimi cui Fieg ed Enpa vogliono arrivare.

Giovanni Galli, ItaliaOggi

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