Gianfranco Battisti, il nuovo a.d. di Fs, si racconta

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Gianfranco Battisti, a. d. di Fs

Un “Ferroviere”, da 20 anni in azienda, alla guida di una delle più grandi imprese pubbliche del Paese. Nato a Fiuggi, orgogliosamente legato alla sua terra, Battisti ha lanciato, e per nove anni diretto, i servizi ad Alta velocità di Trenitalia prima di diventare amministratore delegato di FS Sistemi Urbani. Dal 2016 è anche presidente nazionale di Federturismo. Affabile e misurato, ha affrontato da subito la nuova sfida con entusiasmo e rigore, forte di una prolungata e profonda conoscenza della macchina aziendale e di un’attitudine a confrontarsi costantemente con i ferrovieri. A iniziare da quelli in prima linea, a quotidiano contatto con i clienti.

La tua nomina, insieme a quella del presidente Castelli, rappresenta un esempio di valorizzazione delle risorse interne.

Sì, è proprio così. Questa è una grande azienda, ricca di elevatissime professionalità, con eccellenti ingegneri e manager, macchinisti e capitreno, tecnici e manutentori, capistazione e gestori della circolazione. Una grande famiglia in cui tutti sono fondamentali: donne e uomini animati da un forte senso di appartenenza che non si è smarrito neppure con il massiccio turnover degli ultimi anni. Ecco, l’azionista ha scelto di dare fiducia a queste persone affidando la guida dell’azienda a due ferrovieri. Non possiamo che esserne orgogliosi e assicurare tutto il nostro impegno per realizzare gli obiettivi che ci sono stati assegnati.

L’azionista, ricordiamolo, è il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze), con il Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) che lo supporta nell’esercizio dei suoi poteri e riveste lo strategico ruolo di vigilante. Quali sono gli obiettivi prioritari?

Innanzitutto concentrarci sul nostro core business: i passeggeri in treno e, prima di tutto, i nostri clienti pendolari. Lavorando, in particolare, sulla sicurezza, qualità ed efficienza del trasporto ferroviario regionale e locale. Ossia di quel servizio di mobilità che incide fortemente sulla qualità di vita di milioni di persone che si muovono ogni giorno per lavoro, studio, necessità familiari e, sempre di più, anche per turismo. Sono 451 milioni su un totale di 520 milioni di passeggeri in viaggio, ogni anno, sui nostri treni, l’86% di tutti i nostri clienti. Poi, dobbiamo operare affinché, su tutte le linee ferroviarie locali, si raggiungano gli standard di sicurezza che vanta oggi la rete gestita da Rfi, al vertice in Europa su questo fronte. Ciò garantirà anche una piena interoperabilità ferroviaria nazionale, integrando le linee locali alla nostra rete.

Tu vanti grande esperienza nel settore dell’Alta velocità, hai lanciato tra l’altro i servizi del Frecciarossa. È stata una sfida vinta, cosa ti ha insegnato?

È stata un’esperienza entusiasmante e una sfida straordinaria, vinta grazie al contributo di tutti i ferrovieri. L’elemento vincente è stato l’aver messo al centro il cliente con le sue esigenze e aver costruito un prodotto che rispondesse alle sue aspettative. Possiamo e dobbiamo farlo anche nel trasporto regionale, focalizzandoci su soluzioni innovative, in accordo con le Regioni. Penso a un sistema tariffario evoluto regolato dalla domanda di trasporto, a servizi dedicati a terra e a bordo, a una migliore integrazione fra treni e con gli altri vettori. Penso soprattutto agli investimenti in nuovi convogli, più confortevoli e performanti, che dobbiamo mettere necessariamente in esercizio già dal prossimo anno.

Non è quindi un sogno ipotizzare di estendere alcuni servizi dell’Alta velocità anche ai treni regionali?

No. Lavoreremo proprio perché quel sogno diventi realtà. Se le nostre donne e i nostri uomini, ingegneri, designer, esperti di marketing, i colleghi ferrovieri tutti, hanno dato vita in pochi anni a un prodotto e a un brand che ha conquistato notorietà e stima in tutta Europa e anche oltre, significa che il know-how e le potenzialità non ci mancano. Significa, quindi, che quel sogno non è affatto irrealizzabile.

È importante sviluppare anche la logistica e il trasporto merci su rotaia.

L’Europa ha un volume di logistica di oltre 960 miliardi di fatturato, in Italia il mercato è fortemente parcellizzato, con oltre 150mila imprese e senza un player di dimensioni rilevanti. Dobbiamo crescere, in dimensioni, in profittabilità e in capacità di collaborare con il trasporto su gomma, per costruire un equilibrio in cui ogni modalità possa esaltare le sue specificità. Dobbiamo investire in centri modali integrandoci di più con porti e interporti, per offrire un servizio efficace, affidabile, conveniente e sostenibile.

Quali programmi per il Sud?

Occorrerà accelerare gli investimenti e gli interventi già previsti in Sicilia, sulla Napoli-Bari e sulla direttrice tirrenica verso la Calabria, dove potremo ridurre gli attuali tempi di viaggio, far circolare treni più performanti e creare le premesse per aumentare quantità e qualità dei servizi.

Intermodalità e sviluppo digitale saranno leve strategiche per il futuro?

Sì, dobbiamo cogliere tutte le potenzialità del digitale per offrire maggiore assistenza e cura al cliente, più efficacia e tempestività informativa, per realizzare processi industriali ottimizzati, con riduzione di costi e tempi, e una manutenzione predittiva sui treni e sulle infrastrutture, premessa di puntualità, regolarità e sicurezza. Quanto all’intermodalità, siamo ben consapevoli che il treno non può arrivare ovunque. Se il primo e l’ultimo miglio sono ben integrati con la corsa ferroviaria, quest’ultima diventa più attrattiva e utile e l’intero sistema ne trae giovamento.

Come riuscirci?

Per quanto riguarda la nostra presenza come operatori nel trasporto locale su gomma, con Busitalia, sarà vincolante saper interloquire e negoziare ancor più efficacemente con gli enti locali di riferimento. È a loro che spetta la pianificazione dell’offerta e, quindi, una migliore e più intelligente integrazione tra i vari vettori.

E i mercati esteri?

Ormai, come impresa di trasporto, il mercato ferroviario di riferimento è quello europeo. L’arena competitiva sarà l’Europa e dovremo consolidare la nostra leadership nel trasporto ferroviario. Nei mercati extra Ue continueremo invece a esportare le nostre best practice nei campi dell’ingegneria e della tecnologia ferroviaria, sviluppando questo specifico business anche attraverso partnership con operatori privati.

Marco Mancini, La Freccia

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