Ultime sul ponte di Genova. Toninelli: “Autostrade metta i soldi, ma alla ricostruzione ci pensiamo noi”

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“Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte”. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, conferma a Radio Anch’io la strada che il governo intende seguire per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, rimasto mozzato e sospeso dopo il tragico crollo che ha causato 43 vittime. All’indomani dell’audizione nella quale ha detto di voler rivedere in toto il sistema delle concessioni, il ministro ha spiegato in radio: “Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori. Sugli immani danni morali e civili è normale che debba mettere i soldi, ma è altrettanto normale che non possa ricostruire. Sarebbe irrispettoso nei confronti delle famiglie e dei cittadini”.

Secondo il titolare del Mit sull’opera “deve esserci il sigillo, il collaudo e il progetto dello Stato”. Dal canto suo “Autostrade – ha spiegato Toninelli – aveva per termini di convenzione e di contratto con lo Stato l’obbligo di mantenere le infrastrutture di cui era formalmente proprietaria per la durata della concessione diretta che lo Stato  gli aveva dato. Dovrà quindi risarcire il danno”. Il governo, ha chiarito Toninelli, respingerà quindi il piano di ricostruzione del ponte Morandi che sarà presentato da Autostrade per l’Italia.

Ma chi se ne occuperà allora? Affidare la ricostruzione a  Fincantieri – che ha dato la sua disponibilità tecnica – e Cdp, ha aggiunto, è una strada ma la decisione spetta al “Governo che è compatto sul non permettere più a privati di speculare utilizzando risorse pubbliche”.

Per il ministro consentire ad Autostrade di ricostruire il ponte “sarebbe una follia, sarebbe irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime. Ma che senso di sicurezza potremmo dare – ha osservato – a far costruire il ponte a chi l’ha fatto crollare?”.

Le sue parole sono destinate a riaccendere lo scontro tra M5s e centrodestra sulla ricostruzione del viadotto. Già nelle scorse ore tra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è scatenato un botta e risposta a suon di tweet. Di Maio ha infatti proposto su Facebook di affidare i lavori a Fincantieri, riservando come ha detto Toninelli ad Atlantia – la società attraverso cui la famiglia Benetton controlla Autostrade per l’Italia – solo il compito di dare finanziamenti. Viceversa per Toti l’interlocutore per la ricostruzione del ponte è, in primo luogo, la stessa Autostrade. Il ministro dei Trasporti ha tentato di prevenire la bagarre dicendo oggi a Radio Anch’io che il “governo è compatto sul non permettere più ai privati di speculare sulla sicurezza. Ho parlato con Di Maio e Salvini, le nazionalizzazioni non vengono fatte a tappeto. Ci sono casi molto chiari come la A10, in cui una struttura è stata fatta con i soldi dei cittadini italiani e data ai privati che hanno fatto immani guadagni. Il paradosso è che il non aver fatto investimenti ha permesso ai privati di tenere per il collo lo Stato, obbligandolo a prorogare le concessioni dietro promessa di investire”.

Repubblica.it

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