“La revoca della concessione ad Autostrade procede ottimamente, ci sta lavorando il presidente Conte che è un eccellente avvocato. Certo, mi aspetto che ci facciano causa: cosa puoi aspettarti da persone che come prima dichiarazione sulla tragedia di Genova hanno negato di avere colpe?”. Il vicepremier Luigi Di Maio ostenta fiducia: “Ci sono tutti i presupposti per la revoca, poi realizzeremo la nazionalizzazione”.

E come? Non è affatto semplice da realizzare.
Pensiamo a un nuovo soggetto ad hoc che gestisca quelle strade. Bisogna scegliere tra un modello statale o un altro composto da più soggetti regionali. Ci stiamo lavorando.

Ci sarà anche un commissario per la ricostruzione?
L’auspicio è che ci sia. Sceglierà il presidente Conte.

Lei insiste sulla nazionalizzazione. Ma questa enfasi può scoraggiare gli investitori esteri, non crede?
Gli investitori vengono scoraggiati da contratti come quello fatto per Autostrade, colmo di privilegi. Loro chiedono concorrenza vera. E comunque per me la nazionalizzazione non è una religione: per altri settori valuteremo. In questo caso era una scelta obbligata: non potevamo riaffidarci a uno dei tre soggetti privati, Toto, Gavio o Benetton, perché avrebbe prevalso ancora la logica del profitto.

E delle migliaia di lavoratori di Autostrade che ne sarà?
Quello non è un problema, per loro esiste la normativa sui passaggi di cantiere. Verranno tutelati.

Sarà. Intanto dall’Italia fuggono capitali per miliardi, e lo spread preoccupa. C’è grande sfiducia verso il vostro governo.
È frutto di una narrazione, che ci dipinge come barbari. È la stessa descrizione che davano dell’Amministrazione Trump, che però poi negli Stati Uniti ha fatto crescere il Pil del 4 per cento.

L’Italia non è l’America. Come proverete a rimediare?
Con il contatto diretto con gli investitori.

Magari aiuterebbe a fare chiarezza sulla politica economica. Secondo il leghista Giancarlo Giorgetti, è possibile lo sforamento del tetto del 3 per cento del rapporto tra deficit e Pil. Per lei?
Non lo escludo, tutto può essere. Ma non possiamo dirlo ora, stiamo lavorando alla legge di Bilancio. Se per raggiungere i nostri obiettivi servirà, accederemo agli investimenti in deficit.

Un’altra sfida all’Europa.
Nessuna sfida. Vogliamo solo fare il bene dei cittadini. E la regola del 3 per cento l’ha definita sbagliata il suo stesso inventore (un funzionario del governo francese, ndr).

Nel M5S dicono che potreste varare subito una versione ridotta del reddito di cittadinanza, da 7-8 miliardi.
Io voglio realizzare subito le tre misure principali del contratto di governo: superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax.

Quindi, reddito subito? Volevate prima riformare i centri per l’impiego…
La riforma si può avviare assieme alla distribuzione del reddito di cittadinanza.

In quale misura?
Io voglio una forma di reddito più ampia possibile, non procedo in modo timido.

E il ministro dell’Economia Tria che ne pensa? Siete in guerra, tanto che non ha ancora dato le deleghe ai sottosegretari.
Lavoriamo bene assieme. Quanto alle deleghe, abbiamo deciso di non perdere i primi due mesi in scartoffie.

Le deleghe non sono scartoffie, ma potere.
Tria sta già delegando ai sottosegretari, mi creda.

Oggi Salvini incontra a Milano il premier ungherese Orbán. Voi avete precisato che non lo incontrerà a nome del governo, ma si vedranno in prefettura.
E dove lo si riceve un premier?

Appunto…
Con Orbán non vogliamo avere niente a che fare. Ma la sua posizione esplicitamente contraria alla revisione del Trattato di Dublino di fatto è la stessa di Germania e Francia.

La Merkel non mette il filo spinato alle frontiere.
Lei e Orbán sono nello stesso partito in Europa.

Molti nel Movimento sono stufi delle dichiarazioni di Salvini. Le frasi di Roberto Fico hanno portato a galla un enorme malumore.
Roberto ha il pieno diritto di esprimersi da presidente della Camera, ma io ricordo a tutti che Salvini lo conoscevamo bene già prima. È ovvio che su alcune cose non siamo d’accordo, ma il contratto di governo l’ha votato il 94 per cento. C’è una dialettica di governo aperta, perché noi siamo un esecutivo sincero.

Questo giustifica il tenere sequestrati esseri umani al largo di Catania?
Per me il governo non ha sequestrato nessuno. La nostra posizione è sempre stata per i ricollocamenti dei migranti, e non puoi portarla avanti con modi gentili.

A bordo c’erano donne stuprate, tanti con la scabbia.
Abbiamo fatto scendere i minori. E appena i medici ci hanno segnalato i casi abbiamo fatto scendere i malati.

Dopo giorni.
Appena è arrivato l’ordine dei medici.

Salvini ha dato la linea, e tutti vi siete accodati. Compreso Conte, subalterno.
Falso. Il governo ha lavorato compatto, con Conte in prima fila. E la decisione di non far sbarcare subito i migranti è stata presa da tutti noi.