Sarò ottuso, ma io abolirei i fuochi d’artificio

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo – amici lettori – che nessuno riuscirà a convincermi della bellezza e ancor meno dell’utilità dei fuochi di artificio? Presumo che sarò accusato di senile ottusità, e sono anche, con assuluta umiltà credetemi, consapevoli dei miei limiti intellettuali e culturali. Mi sono informato. L’origine dei fuochi artificiali risale alla fine del primo millennio dopo Cristo. L’usanza nacque in Cina. Se sono passati tanti secoli e questi fuochi sono diffusi (e graditi!) in tutto il mondo, ammetto che qualche buon motivo ci sarà. Ma io non riesco a trovarne neanche uno. prendo spunto dalla festa di paese che qualche giorno fa si è tenuta a Spotorno, la cittadina ligure in cui mi trovo. A parte la violenza del rock continuo, dalle 21 alle 2. A parte che, con ciò che si spende per qualche minuto di effimero spettacolo, si potrebbero impiegare gli stessi denari per iniziative socialmente più utili! A parte le vittime, spesso innocenti, che le esplosioni comportano da parte di chi non sa gestirle: ad esempio a Napoli, divenuta una delle capitali di questo bizzarro divertimento. E a parte, soprattutto, che sarebbe stato opportuno sospendere la festa di Spotorno come segno di solidarietà e di partecipazione al lutto di Genova (distante appena 50 chilometri). A parte tutto questo, e moltro altro, un motivo importante per eliminare i fuochi artificiali da ogni tipo di festeggaiamenti ce l’avrei. I miei amici più affezionati – i cani – sono ogni volta terrorizzati dal rumore degli spari e dal frastuono delle luci. Perché dobbiamo infliggere loro questa assurda molestia? Solo per ammirare, per qualche istante, quei ghirigori fatui in cielo?

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