A New York, c’è una pasticceria che assume chiunque: non serve curriculum né alcun test

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Niente curriculum, lettere di motivazione, colloqui o test di selezione. Chi arriva primo prende il posto e poi impara a lavorare. Succede a New York, nell’azienda Greyston Bakery, che sforna 16 mila chili di brownies al giorno. Al motto di “Tutti meritano una buona opportunità”, la pasticceria ha registrato il marchio “Open hiring”, una pratica di assunzioni aperte che ora vuole diffondere anche altrove. Perché la realtà è che l’idea funziona. Fondata nel 1982, Greyston Bakery ha ora un fatturato annuo di oltre venti milioni di dollari, ha creato opportunità di lavoro per oltre 3.500 persone e impiega oggi 176 dipendenti.

Da precisare che la pasticceria è un’impresa sociale, che assume risorse difficili da collocare, come ex detenuti, soggetti con malattie mentali, con disabilità, analfabeti, tossicodipendenti o senza fissa dimora. L’Open hiring rimuove gli ostacoli che nel settore delle Risorse Umane tradizionale impediscono a questi lavoratori di entrare nel mercato dell’impiego. Adesso, attraverso il Centro per l’Open hiring e iniziative come visite alla Greyston rivolte agli imprenditori, l’azienda vuole estendere il modello anche ad altri tipi di business.

Niente curriculum, lettere di motivazione, colloqui o test di selezione. Chi arriva primo prende il posto e poi impara a lavorare. Succede a New York, nell’azienda Greyston Bakery, che sforna 16 mila chili di brownies al giorno. Al motto di “Tutti meritano una buona opportunità”, la pasticceria ha registrato il marchio “Open hiring”, una pratica di assunzioni aperte che ora vuole diffondere anche altrove. Perché la realtà è che l’idea funziona. Fondata nel 1982, Greyston Bakery ha ora un fatturato annuo di oltre venti milioni di dollari, ha creato opportunità di lavoro per oltre 3.500 persone e impiega oggi 176 dipendenti.

Da precisare che la pasticceria è un’impresa sociale, che assume risorse difficili da collocare, come ex detenuti, soggetti con malattie mentali, con disabilità, analfabeti, tossicodipendenti o senza fissa dimora. L’Open hiring rimuove gli ostacoli che nel settore delle Risorse Umane tradizionale impediscono a questi lavoratori di entrare nel mercato dell’impiego. Adesso, attraverso il Centro per l’Open hiring e iniziative come visite alla Greyston rivolte agli imprenditori, l’azienda vuole estendere il modello anche ad altri tipi di business.

Livia Liberatore, Repubblica.it

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