Ultime sul Ponte Morandi. In Gazzetta ufficiale i primi aiuti

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Sospensione dei mutui sulla casa, spese funerarie a carico dello stato, contributo ai nuclei familiari fino a 900 euro (ulteriormente rimpinguabili in caso di presenza anziani o portatori di handicap) per trovare una sistemazione in affitto. Sono alcune delle misure per le famiglie colpite dal crollo del Ponte Morandi a Genova contenute nell’ordinanza 20 agosto 2018 della presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della protezione civile, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 194. L’ordinanza recante «Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell’emergenza determinatasi a seguito del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell’autostrada A10, nel Comune di Genova, noto come ponte Morandi, avvenuto nella mattinata del 14 agosto 2018» nomina intanto il presidente della Regione Liguria commissario delegato per fronteggiare l’emergenza derivante dall’evento e destina alla realizzazione delle iniziative d’urgenza un massimo di 33.470.000 euro. Il commissario delegato, anche avvalendosi del sindaco del comune di Genova, è autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata, un contributo per l’autonoma sistemazione stabilito in 400 euro per i nuclei monofamiliari, 500 per i nuclei familiari composti da due unità, 700 per quelli composti da tre unità, 800 per quelli composti da quattro unità, fino a un massimo di 900 euro mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più unità. Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatrici di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuno dei soggetti indicati, anche oltre il limite massimo di 900 euro mensili previsti per il nucleo familiare. I benefici economici sono concessi a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile o di evacuazione, e sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità, e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza. Attenzione però: il contributo è alternativo alla fornitura gratuita di alloggi da parte dell’amministrazione regionale e/o comunale. E ancora, le spese per le esequie delle vittime e per l’assistenza e l’ospitalità dei familiari giunti a Genova in occasione dell’evento sono poste a carico della gestione commissariale, così come le spese sostenute dalle pubbliche amministrazioni per le attività connesse all’organizzazione ed allo svolgimento dei funerali. Ulteriore misura riguarda i prestiti. «In ragione del grave disagio socio economico derivante dall’evento», recita l’ordinanza firmata dal capo del dipartimento Angelo Borrelli, «detto evento costituisce causa di forza maggiore ( ). I soggetti titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati, ovvero alla gestione di attività di natura commerciale ed economica svolte nei medesimi edifici, previa presentazione di autocertificazione del danno subito ( ), hanno diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino all’agibilità o all’abitabilità del predetto immobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate dei medesimi mutui, optando tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale».

Giovanni Galli, ItaliaOggi

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