Forse ritroveremo la fiducia nelle istituzioni

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che, dopo la tragedia di Genova, gli italiani recupereranno un po’ di fiducia nelle istituzioni? Piu che una scommessa, e un impulso di speranza; un atto, per me raro, di ottimismo. Siamo precipitati al massimo livello possibile di esasperazione, scontentezza, sfiducia. A Torre del Greco, ai funerali dei quattro giovani napoletani morti per il crollo del ponte sull’autostrada, ci sono stati, con i pianti, proteste vibranti, striscioni, urla di dolore e di rabbia. Le famiglie hanno rifiutato i funerali di Stato, hanno voluto esequie private, nel loro paese. Uno dei genitori degli sventurati ragazzi si e sfogato con parole terribili: «Mio figlio e stato ammazzato dallo Stato, voglio che i responsabili paghino tutto». Molte altre famiglie hanno rifiutato la solennita dei funerali che si sono tenuti sabato a Genova, alla presenza delle piu alte autorità. La loro dignitosa, orgogliosa protesta e umanissima, comprensibile: quante volte le vittime di orribili tragedie sono state sommerse dalla retorica, dall’ipocrisia di false rassicurazioni, da promesse senza seguito? E quanti anni hanno dovuto lottare per avere giustizia e spesso, dopo decenni, non l’hanno ancora ottenuta? A fronte di questa totale sfiducia verso le istituzioni si e registrata pero la reazione del governo: mai vista, in 70 anni e piu di vita repubblicana. «Chi vorra opporsi alia revoca della concessione ad Autostrade dovra passare sul mio cadavere», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. Temerario? Certo. Coraggioso? Si: senza se e senza ma. Imprudente? Probabilmente. Ma, vivaddio, per la prima volta, dalla parte della sofferenza delle vittime e dell’indignazione degli italiani.

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