Disastro Atlantia: il titolo cede quasi il 10%

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Giovanni Castellucci, a. d. Atlantia

Amplia il calo Atlantia a Piazza Affari, dove il titolo cede il 9,5% a 17,5 euro dopo aver aperto in ritardo a causa di un congelamento iniziale all’asta di pre-apertura per eccesso di ribasso. Sotto pressione anche gli altri gestori, da Autostrade meridionali (-5,93%) all’Astm (-2,34%) e alla Sias (-4,16%) del gruppo Gavio dopo la determinazione del Governo a sospendere la concessione ad Autostrade per l’Italia, controllaa dalla stessa Atlantia che fa capo alla famiglia Benetton, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova.

Gli investitori si danno alle vendite sul titolo, mentre è stata istituita una Commissione ispettiva da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Scopo della Commissione è fare chiarezza sul crollo del ponte Morandi ed individuare le reposabilità del disastro.

Il titolo Atlantia è «nel caos» e la situazione «resta molto confusa». È quanto affermano gli analisti finanziari nel giorno in cui le azioni della holding che detiene Autostrade per l’Italia precipitano nuovamente in Borsa, in scia alla determinazione del governo per revocare la concessione senza le compensazioni previste dal contratto. «La revoca è molto costosa, il know-how di Atlantia è difficile da rimpiazzare ma siamo nel ‘caos’, l’atteggiamento del governo è decisamente contro» e le azioni «resteranno volatili in Borsa», afferma Kepler Cheuvreux, secondo cui, mentre l’articolo 9 della concessione assicurerebbe una compensazione di circa 15 miliardi, «senza concessione e senza compensazione il valore va a zero». Banca Akros si aspetta «una lunga indagine e una battaglia legale» mentre il governo «continua a mostrare la sua determinazione nel revocare la concessione». Secondo Intermonte «la situazione resta ancora molto incerta e lo scenario peggiore» per la società «non può essere escluso anche se la Lega sembra meno aggressiva del M5s sulla revoca».

Ilmessaggero.it

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