La lira turca prosegue il cammino sul sentiero che porta al baratro

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Ore 9.20. Non si arresta la caduta della lira turca. La valuta è schizzata di nuovo al ribasso, sfondando anche quota 7 al cambio con il dollaro e riducendo soltanto parzialmente le perdite in mattinata. Prima dell’avvio delle contrattazioni europee la moneta si attesta a 6,64 sulla divisa Usa. Da giovedì mattina la lira ha perso circa un quarto del proprio valore, oltre il 40% se si guarda soltanto all’ultimo mese.

Altro segnale di allarme è che, con il calo, la lira è scivolata oltre quota 7,1, la soglia in corrispondenza della quale gli analisti di Goldman Sachs avevano avvertito che tutti gli eccessi di capitale delle banche turche sarebbero stati erosi. Anche per questo la Banca Centrale del Paese è dovuta intervenire con una sorta di whatever it takes in salsa turca, annunciando che prenderà “tutte le misure necessarie” per assicurare la stabilità finanziaria dopo la crisi della lira.
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Il primo impatto sulle Borse delle tensioni turche è decisamente negativo. La Borsa di Tokyo termina in deciso calo con il Nikkei che cede l’1,98%, appesantita anche dal netto rafforzamento dello yen. Meno marcati i cali dei listini europei. Milano cede lo 0,82%, con il settore bancario ancora in sofferenza. Londra perde lo 0,25%, Parigi lo 0,22% mentre Francoforte arretra dello 0,64%. Sulla borsa tedesca si fa sentire anche il calo di Bayer, che cede il 9% dopo la maxi condanna negli Usa a Monsanto (con cui ha appena completato la fusione) per il caso glifosato.

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