C’è di meglio che stare per ore fermi al sole

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che ci sarebbero molte occupazioni interessanti da concedervi anziché stendervi al sole in spiaggia, per ore e ore? Metto le mani avanti, come mi succede puntualmente quando temo di risultare fastidioso: sento che questa non me la perdonerete. Possibile, sono certo che state pensando in questo momento, possibile che Cesaretto non prende pace neanche nei giorni di agosto e va a cercare il pelo nell’uovo anche in vacanza? Possibile e mi scuso. Ma proprio non riesco a capire cosa frulli in testa a quegli uomini e a quelle donne (nella categoria ci sono anche molti amici miei) che restano immobili – per ore, ripeto – sotto i dardi del sole. Non riusciranno mai a eguagliare l’abbronzatura di Carlo Conti, chissà se ci stanno provando. Io non resisterei neanche cinque minuti. Mi chiedo: perché? Forse i maschi pensano di tornare dalle vacanze più ganzi e machi e le femmine più fascinose e seduttive? Spiegazione banale, ma può essere. Inutilmente i medici sostengono che la ricerca esagerata dell’abbronzatura può essere dannosa per la salute. Nella categoria degli abbronzati immobili ci sono due attenuanti, o se preferite aggravanti. Ci sono quelli che si muovono solo per cliccare compulsivamente sui telefonini. E quelli (per loro chiedo comprensione) che restano assolutamente immobili, con le cuffie attaccate all’orecchio, per ascoltare musica. Li assolvo con la condizionale. Vi risparmio l’elenco di ciò che sarebbe preferibile, per tutti, in spiaggia, dimenticando l’adorazione neopagana del dio sole. Un solo consiglio: si dice che non c’è mai tempo per parlare tra coniugi, e con i figli. Beh, cogliete la possibilità, almeno in vacanza.

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