Alessandra Mussolini lascia Forza Italia

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«Mi chiedo: se tu stai al 7 per cento e ti collochi alla sinistra della Lega e a destra del Pd, dove li prenderai mai i voti? È strategia s-b-a-g-l-i-a-t-a».

Onorevole Alessandra Mussolini, è questa la ragione del suo addio a Forza Italia?
«L’unica ragione è che noi abbiamo vinto le elezioni con un programma molto chiaro e adesso siamo legati mani e piedi al Pd. Sa però qual è la differenza?».

Prego.
«Il Pd è credibile, Forza Italia no. I nostri elettori fanno il tifo per questo esecutivo. Sposano le politiche sui migranti a firma Salvini e anche sul decreto dignità sono a favore».

È diventata salviniana?
«Guardi, per la prima volta il ministro dell’Interno ha cambiato linea e ha messo l’Europa di fronte al fatto compiuto. Tant’è che la Merkel, la stessa che in questi anni l’ha fatta da padrone, oggi è in grandissimi difficoltà. Le dirò di più: anche Manfred Weber, il presidente del Ppe, ha cambiato passo sposando la linea di Salvini, e non quella di Tajani… ».

Il leader della Lega le piace perché le ricorda suo nonno? Ieri lo ha anche citato: «Tanti nemici, tanto onore».
«A me non ricorda nessuno. Queste sono tutte stupidaggini. Invece mi piace il suo approccio, il suo atteggiamento popolare. Continua ad essere un vero militante, non uno di quelli delle stanze ministeriali. Avete visto, si è fatto il bagno in una piscina di una azienda confiscata alla mafia? Bene. Dicono sia populista? Bene. Tajani invece rappresenta l’establishment. Vorrei ricordare che per anni Berlusconi è stato contro il sistema. In fondo cosa è stato il predellino? Establishment? Finiamola per favore…»

Intanto Forza Italia minaccia di votare contro Foa come presidente della Rai…
«Per fare cosa? Per una cosa strutturata con il Pd? Questo è e sarà un progetto fallimentare. Brunetta ha sputato veleno contro Renzi, e adesso che fa? Attacca Salvini. Tutto sbagliato, tutto da rifare».

Quando si iscriverà alla Lega?
«Io non sto con nessuno. Sono semplicemente andata via da Forza Italia facendo una critica. Punto».

Giuseppe Alberto Falci, Corriere.it

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