Paradosso Intel. Chiude un trimestre fenomenale, ma il titolo crolla per i ritardi del lancio del microchip

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I risultati di Intel battono le attese e l’outlook sorprende, ma il titolo crolla a Wall Street. Le azioni del colosso dei chip sono infatti scivolate del 6% nella seduta after hours del mercato americano, subito dopo la pubblicazione dei conti, ma la ragione è da imputare ai ritardi del lancio dei chip di nuova generazione a 10 nanometri.

Quanto al secondo trimestre, la big dei processori ha riportato una crescita dell’utile del 78% a 5,01 miliardi di dollari. L’EPS è stato di 1,04 dollari, ben al di sopra delle attese degli analisti che indicavano 96 cent. Ricavi in forte crescita (+15%) a 16,96 miliardi di dollari ed anche in questo caso superiori al consensus di 16,77 miliardi. Delle due divisioni del gruppo i Data center vedono lievitare il fatturato del 26% ed i PC del 6%.

Anche le previsioni sorprendono in positivo: Intel prevede di chiudere il trimestre in corso con un EPS di 1,15 dollari rispetto agli 1,08 USD attesi dal mercato, mentre i ricavi sono attesi a 18,1 miliardi contro i 17,6 miliardi del consensus; per l’intero esercizio stima un EPS di 4,15 dollari (attese 4,01 USD) e fatturato di 69,5 miliardi (stime a 68,4 miliardi).

Nonostante questi buoni risultati, Intel sta soffrendo sia dell’instabilità del management (a giugno si è dimesso il CEO) sia del ritardo annunciato in primavera nel lancio dei nuovi chip più piccoli, proprio mentre la concorrenza appare più agguerrita. Ad aprile, era stato annunciato lo slittamento per i chip a 10 nanometri dall’autunno 2018 al 2019.

Teleborsa

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