Marchionne, situazione irreversibile. L’ultima battaglia in clinica a Zurigo. Disse: «Manuela? La mia fortuna»

Share

Fca: «Condizioni stazionarie». Al capezzale del manager la compagna Manuela Battezzato e i figli, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler

In questi giorni di speranze deluse e di vita appesa a un filo gli sono accanto i suoi figli, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler. E c’è Manuela Battezzato, la sua compagna quarantasettenne, donna della comunicazione Fca con la quale convive da 12 anni.

Sergio Marchionne è qui dal 28 di giugno, all’Universitätsspital di Zurigo, luogo inaccessibile agli estranei e dove la privacy più che un diritto è un’ossessione. C’è un muro davanti a ogni richiesta. L’Ufficio media dell’ospedale dice no a tutto: niente informazioni, niente ingresso, impossibile incontrare qualcuno degli addetti stampa. Solo richieste vai email. Ma nel pomeriggio di domenica alcune fonti non ufficiali hanno definito le condizioni del manager «irreversibili». Tutto questo partendo da un dichiarato intervento alla spalla destra che avrebbe dovuto tenerlo in clinica soltanto pochi giorni. In ambienti Fca si parla di un impegno confermato da lui stesso per cinque giorni dopo l’intervento. Quindi di una situazione che tutti ritenevano gestibile, salvo poi aggiungere di imprecisate gravissime complicazioni, «impensabili» per dirla con il presidente John Elkann.

Chi lo ha incontrato il 26 giugno durante la cerimonia di consegna e presentazione delle Jeep Wrangler ai carabinieri, al Comando generale dell’Arma, a Roma, racconta di aver capito subito, vedendolo, che stava malissimo. «Gli ho detto: “ma lo vedi che stai male? Devi prenderti cura di te». È lui: «Non ce la faccio più. Sono stanchissimo. Stanotte sono andato a dormire alle due e alle sei ero già in piedi».

Sempre così, l’ex numero uno di Fiat Chrysler. Sempre presente. L’uomo che ha costruito se stesso con quel fare, fare, fare di chi non si arrende mai. Quel giorno, dopo l’incontro con il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri, Marchionne è tornato a casa sfinito. Due giorni dopo sarebbe arrivato qui, prima alla sua casa nel cantone di Vaud, a Blonay, sul lago Lemano, e poi all’Ospedale universitario.

Giusi Fasano, il Corriere della Sera

Share
Share