Novità: le piccole partite iva non avranno l’obbilgo della fattura elettronica

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Piccole partite Iva senza obbligo di fattura elettronica. È questa una delle novità che il ministero dell’economia sta studiando e potrà trovare spazio come emendamento al decreto legge dignità o in un prossimo decreto ad agosto. La misura non sarà destinata al solo bacino attuale dei minimi (50 mila euro di ricavi) ma riguarderà una platea più ampia che però dovrà essere autorizzato da Bruxelles. Le novità, confermate a ItaliaOggi dal sottosegretario del ministero dell’economia Massimo Bitonci, sono già scritte nero su bianco in un progetto di legge depositato in parlamento a firma Giulio Centemaro, relatore, tra l’altro, alla legge di conversione del decreto legge 87 (decreto dignità), che conferma le misure a ItaliaOggi: «è presto per dire dove saranno inserite, ma la norma sui nuovi minimi sarà quella contenuta nel progetto di legge».

Bitonci è fiducioso che le novità sulle partite Iva possano arrivare presto: «Non nascondo che stiamo cercando di portare avanti qualche semplificazione che riguarda le piccole partite Iva», anticipa Bitonci, «valuteremo nelle prossime settimane e nei prossimi consigli dei ministri un provvedimento con l’allargamento del regime forfettario» fino a 65 mila euro, «molti paesi» sottolinea il sottosegretario, «hanno ottenuto dalla commissione Ue l’allargamento ad oltre 100 mila euro, e quindi l’ampliamento dei limiti d’accesso è qualcosa di più di una ipotesi e vorremmo che partisse dal primo gennaio 2019, insieme alla flat tax per imprese e professionisti», auspica Bitonci, «con tutte le semplificazioni legate al nuovo regime: no contabilià, no dichiarazione Iva ma solo Imu, no redditometro e no spesometro».

Inoltre, allo studio c’è anche la possibilità di un’ulteriore semplificazione per i soggetti a cui si applicherà la nuova flat tax del 15% (e del 5% per le start-up), l’eliminazione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

«Per i piccoli si tratterebbe di eliminare quest’obbligo, o comunque di un’introduzione soft rispetto a quanto previsto dalla normativa, la cui decorrenza è fissata al primo gennaio. Io da commercialista» riflette Bitonci, «ritengo molto onerosa l’introduzione della fatturazione elettronica. Mentre i grandi possono anche attrezzarsi, i piccoli dovrebbero delegare il dottore commercialista a fare l’adempimento, con un aggravio di costi».

Nella relazione di accompagnamento al progetto di legge Molinari-Centemero si prevedono infatti, tra le semplificazioni previste per chi aderisce al regime, nessun adempimento Iva, l’abolizione dello spesometro e degli studi di settore, l’abolizione della contabilità e la non applicazione della fatturazione elettronica.

Nella relazione si stima che l’innalzamento della soglia del reddito fino a 100 mila euro coinvolgerebbe un numero di professionisti tra i 500 mila e i 550 mila soggetti.

Pace fiscale, nuovo rapporto fisco-contribuente. Non solo partite Iva. Sul tavolo dei tecnici del ministero dell’economia prende corpo il dossier sulla pace fiscale ampliata a tutti gli atti di accertamento fiscale: dall’avviso all’ultimo grado di giudizio della Cassazione.

«Sulla pace fiscale stiamo lavorando, assumendo una serie di dati sui risultati delle varie sanatorie fatte in passato per capire bene l’ambito su cui lavorare», osserva Bitonci, «la volontà è quella di portare un punto zero nei rapporti tra il contribuente e il fisco, un rapporto», osserva Bitonci, «che forse negli anni si è via via deteriorato». Una pacificazione di ampio respiro e con un orizzonte ambizioso: «si parte dall’accesso della Guardia di finanza per arrivare all’ultimo grado di giudizio nel processo tributario, e da lì per arrivare anche a una riforma del processo tributario». L’obiettivo è quello di definire in maniera bonaria i rapporti del contenzioso per approdare a una soluzione strutturale di una riforma tributaria.

«L’idea del nostro movimento, della Lega» spiega Bitonci, «è quella di trovare una soluzione anche agli atti di accertamento per arrivare all’ultimo grado di giudizio del contenzioso fiscale, con la possibilità di un nuovo momento del rapporto fisco-contribuente».

Split payment. In arrivo ulteriori ritocchi alla scissione dei pagamenti. Le modifiche al meccanismo di anticipo dell’Iva non si ferma al decreto dignità. «Ci sono problemi concreti sul piatto, e stiamo valutando che tipo di interventi mettere in atto perché anche lo split payment a regime presenta non poche difficoltà per le imprese in crisi di cassa che si devono finanziare di fronte a una stretta creditizia. Le modifiche dipendono dalle coperture ma le modifiche arriveranno entro fine anno, siamo al lavoro», promette Bitonci.

Cristina Bartelli, ItaliaOggi

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