Il futuro elettrico delle auto prospettato da Di Maio, non si può fare: costa troppo

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Suonala ancora Sam. E stavolta sembra davvero una musica già sentita. Ci ha provato la Merkel in Germania senza riuscirci. E ora ci prova l’esecutivo Conte che su input del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio punta all’elettrificazione di massa nel nostro Paese. L’Italia, infatti, è ultima in Europa se si guarda al numero di auto elettriche. Ma il ministro e vice premier ha un’idea: con l’aiuto – indiretto – dell’industria di può puntare ad un risultato nei prossimi 5 anni che porti in strada un milione di vetture “ricaricabili” e alla sostituzione del parco auto attuale.

La ricostruzione (di Bloomberg) guarda alle dichiarazioni dell’entourage 5Stelle e allo sviluppo dell’elettrico promesso da Sergio Marchionne. Con Enel che guarda interessata (ovviamente) ai possibili sviluppi. A questo punto, e cioè dopo le parole, arriva il momento dei calcoli (quello dei fatti è ancora lontano). E cioè quanto costerebbe incentivare un milione di italiani a quattro ruote per convincerli a lasciare al rottamatore la propria auto diesel o a benzina?

Detto fatto: secondo l’agenzia – che ricorda come Di Maio abbia attraversato la Sicilia su una Nissa elettrica durante la campagna elettorale – servono tantissimi soldi. Secondo Gian Primo quagliano, di Promotor, se si parla di un “invito” all’acquisto alla francese, non meno di 9mila euro di incentivo, pari a 9 miliardi di euro, non certo bruscolini. Che prima, però, dovranno aspettare l’avvio di interventi da “contratto di governo” ben più pesanti e attesi. Senza contare che Enel dovrà installare migliaia di colonnine su strade e autostrade. Ma per Di Maio questa e altre promesse sono già cosa fatta.

Repubblica.it

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