È uscito in libreria “Gli anni d’oro del premio Strega”: è un racconto fotografico di Carlo Riccardi, della storia del mitico premio letterario

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Un libro e una mostra raccolgono alcune delle duemila foto realizzate dal fotografo Carlo Riccardi sin dalla prima edizione del Premio. Un tuffo nel passato che ci mostra personaggi, moda, stili, momenti indimenticabili

La copertina del libro scritto da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado

L’alba del Premio Strega coincide con l’incontro casuale tra uno dei suoi fondatori, nonchè il primo vincitore, Ennio Flaiano, e un giovanissimo fotografo, Carlo Riccardi, che con le sue immagini avrebbe consegnato alle generazioni future tutte quelle irripetibili sensazioni che hanno segnato tanti anni del premio letterario più prestigioso d’Italia. Carlo Riccardi racconta spesso di quando Flaiano lo portò alla prima edizione del Premio assicurandosi però che sapesse realmente fotografare, per poi diventarne professionalmente amico e concedergli quella che Riccardi definisce “l’immortalità”, disegnandogli su misura un personaggio che rimarrà nella storia della cinematografia mondiale, che dall’interazione tra i due prese anche il nome: Paparazzo, il fotografo di Marcello Rubini/Mastroianni nel film La dolce vita, scritto proprio da Flaiano con Federico Fellini, Tullio Pinelli e Brunello Rondi. Il progetto della mostra “Vita da Strega” è nato molti anni dopo quel fortuito incontro al Caffè Strega di via Veneto. Tutta la redazione dell’Archivio Riccardi si è così trovata immersa alla ricerca di immagini, momenti, protagonisti di quelle serate, confuse tra le fumose stanze piene di libri di casa Bellonci, dove si continua a scegliere la cinquina finalista, e le balconate affollate del Ninfeo di Villa Giulia, dove viene eletto il vincitore. Si comincia dalle consuete polverose “buste” dedicate alle varie edizioni: Premio Strega 1960, ’61, ’62, ’63… per poi dedicarsi alle altrettanto polverose buste dei personaggi, partendo da quelli noti – Bellonci, Flaiano, Moravia, Pasolini, Ungaretti, ecc – per poi affidarsi alla fortuna e trovare tutta l’edizione del ’57 stipata nella busta personale della vincitrice di quell’anno: Elsa Morante. Tra il pubblico attento, personaggi dello spettacolo, acconciature e abiti datati, sostenitori in azione, negli scatti dei decenni passati, ci sono i “successori” di Flaiano, da Elsa Morante a Piovene, da Arpino a Volponi, Natalia Ginzburg, Lalla Romano, Alberto Bevilacqua; perfino Cassola “nascosto” in archivio con Claudia Cardinale, il che dimostra come fosse attivo il marketing bibliocinematografico dell’epoca; ma anche un annoiato Alberto Moravia o Giorgio Bassani in veste di giurato. E poi Raffaele La Capria, in posa nell’esibire l’assegno da un milione di lire, o Italo Calvino con lo sguardo beffardo di chi non immagina che non lo esibirà mai. Scoprendo infine in situazioni insolite, tra i tavoli, davanti alla lavagna, figure del calibro di Michelangelo Antonioni, Giuseppe Ungaretti, Pier Paolo Pasolini… Il lavoro dell’Archivio si incrocia nuovamente con il Premio proprio con Pasolini, quando, nel 2015, si decide di realizzare una mostra in occasione del quarantennale della morte del grande artista. Concentrati nella ricerca delle sue immagini, scopriamo che buona parte del patrimonio in nostro possesso aveva come set la terrazza di casa Bellonci e il ninfeo di Villa Giulia, permettendo di fatto al Premio Strega di diventare una sezione della mostra “I tanti Pasolini”, e alimentandone di conseguenza il successo ottenuto. Rimaniamo consapevoli del fatto che questo lavoro è solo l’inizio e che le oltre duemila immagini trovate riguardanti il Premio Strega rappresentino il punto di partenza di una ricerca che sappiamo durerà parecchio e che, siamo certi, continuerà a riservarci innumerevoli inedite sorprese.

Chi è Carlo Riccardi, l’autore di queste foto

L’autore di queste foto è Carlo Riccardi, oggi 92enne. Primo paparazzo della “Dolce Vita” e pittore di quadri astratti e figurativi. È sua la famosa maxi tela di 800 metri dedicata alla Polonia, esposta nell’aula Nervi in Vaticano e inaugurata da Giovanni Paolo II. Oggi le sue tele continuano a fare il giro del mondo. L’archivio fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di interesse nazionale, è composto da oltre un milione di negativi originali, che ritraggono infiniti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi 60 anni di storia italiana. Nel 1947 incontrai Ennio Flaiano al Caffè Strega di via Veneto. Era lì con un suo amico, Federico Fellini, all’epoca giovane sceneggiatore. Flaiano mi vide passare e mi chiese: “Ma tu sei il figlio del libraio su viale Giulio Cesare? Il professore, quello che vende i libri con il carretto? “Sì”, risposi, “Sono io”. “Vedo che hai una macchina fotografica. La sai usare?” “Sì, ho ho cominciato a fare foto già prima della guerra.” “Io stasera devo andare a casa di amici. Ci riuniamo per un premio. Ti va di venire con noi e fare qualche foto?”
Andammo a piedi (la casa della Bellonci era su viale Liegi, nel quartiere Parioli, non molto lontano dal Caffè Strega in cui eravamo – e in ogni caso all’epoca si andava sempre a piedi quasi ovunque) e, quando arrivammo, rimasi di sasso. Era pieno di scrittori e giornalisti. Come previsto la serata si concluse con la vittoria di Flaiano con “Tempo di uccidere”, pubblicato da Longanesi. Alla fine della serata Flaiano mi disse: “nei prossimi giorni porta le tue foto alla signora dello Strega”. Io sbagliai signora e, invece di portare le foto a Maria Bellonci, le portai alla persona che gestiva il Bar Strega, la quale ovviamente, mi guardò come si fa con i matti. Una volta capito l’equivoco, andai dalla Bellonci, la quale mi disse: “Questo premio noi lo rifaremo ogni anno. Ti va di venire anche il prossimo anno a far foto? E così l’anno successivo tornai a far fotografie al Premio Strega, l’anno dopo idem e così, fra una cosa e l’altra, eccezion fatta per pochissimi anni in cui non son riuscito a andarci per via di trasferte lavorative, per oltre cinquant’anni ho scattato migliaia di foto a quasi tutte le edizioni del Premio Strega.

Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, Leggere:tutti

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