Arriva il conto in banca agevolato per i meno abbienti

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Al via il conto base previsto dalla normativa europea con un canone annuo bassissimo e senza spese ulteriori per i non abbienti (Isee inferiore a 11.600 euro) e per i pensionati (fino a 18 mila euro lordi). Ma con un tetto di operazioni fruibili all’anno. Per i meno abbienti: 36 bonifici in arrivo, compreso lo stipendio, 12 versamenti allo sportello, 12 prelevamenti bancomat su banca diversa dalla propria; illimitate le operazioni bancomat sulla stessa banca. Per i pensionati 6 versamenti allo sportello, 6 prelevamenti bancomat su banca diversa dalla propria; senza limiti le operazioni bancomat sulla stessa banca e i bonifici in arrivo. Sopra la soglia, si deve pagare una spesa “ragionevole”

In banca con l’Isee. Canone flat annuo calmierato e senza spese ulteriori per i non abbienti (Isee inferiore a 11.600 euro) e per i pensionati (fino a 18 mila euro lordi). Ma con un tetto di operazioni fruibili all’anno. Per i poveri: 36 bonifici in arrivo, compreso lo stipendio, 12 versamenti allo sportello, 12 prelevamenti bancomat su banca diversa dalla propria; illimitate le operazioni bancomat sulla stessa banca.

Per i pensionati 6 versamenti allo sportello, 6 prelevamenti bancomat su banca diversa dalla propria; senza limiti le operazioni bancomat sulla stessa banca e i bonifici in arrivo.

Sopra la soglia, si deve pagare una spesa «ragionevole» da definire sulla base della media delle commissioni praticate.

È quanto prevede il decreto n. 70 del 3 maggio 2018 del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.140 del 19 giugno 2018 (in vigore da ieri 20 giugno 2018).

È il regolamento attuativo degli articoli 126-vicies semel, 126-vicies bis e 126-vicies quater del Testo unico bancario (dlgs 385/1993), introdotti dal dlgs 37/2017 in materia di conto di pagamento con caratteristiche di base.

Ma che cos’è il conto di base? È un conto leggero, che consente di fare operazioni bancarie minime, tipiche del consumatore, che non ha esigenze finanziarie. Il conto di base è un diritto di chi ha i presupposti di reddito. In caso di rifiuto di apertura del conto, la banca deve dirlo al più tardi entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta, informando il cliente delle procedure di reclamo disponibili e della facoltà di inviare un esposto alla Banca d’Italia o di chiedere una conciliazione.

Il conto di base prevede il solo pagamento di un canone annuale onnicomprensivo e senza addebito di altre spese, oneri o commissioni di alcun tipo e natura, e si ottiene un numero predeterminato di operazioni annue, elencate in due allegati al decreto stesso.

Se si sta entro il numero delle operazioni si paga solo il canone calmierato annuo; se si supera il numero, c’è l’addebito di spese ulteriori, che devono essere ragionevoli.

Il decreto non stabilisce la tariffa, ma solo il metodo di calcolo (di canone e spese ulteriori): si indica la media dei canoni e delle spese. Si è detto di due allegati: uno riguarda i poveri e l’altro i pensionati. Sono le due fasce deboli che hanno diritto a questa agevolazione. Per poveri si intendono i consumatori il cui Isee in corso di validità sia inferiore a 11.600 euro.

Questa condizione va autocertificata alla banca all’apertura del conto e la dichiarazione va ripetuta ogni anno (entro il 31 maggio), pena la perdita dell’agevolazione. La banca, inoltre, è tenuta a passare le informazioni all’anagrafe tributaria, per eventuali controlli incrociati.

Da ricordare che si può aprire uno e uno solo conto base: al momento dell’apertura l’interessato deve attestare di non avere aperto altri conti agevolati. La fascia dei pensionati possibili beneficiari comprendi chi ha pensioni lorde fino all’importo annuo di 18 mila euro. Anche in questo caso valgono le regole dell’autocertificazione, della reiterazione annuale della dichiarazione del possesso dei requisiti, della comunicazione al fisco e della limitazione a un solo conto.

Passando alle operazioni comprese nel canone flat, per i poveri il decreto inserisce: 6 prelievi di contante allo sportello, prelevamenti bancomat illimitati sulla stessa banca, 12 prelievi bancomat su banca diversa, addebiti diretti Sepa senza limiti, 36 bonifici in arrivo (compresi stipendi e pensione), 12 bonifici ricorrenti, altri 6 bonifici, 12 versamenti contanti e assegni, illimitati pagamenti con il bancomat e una emissione/rinnovo/sostituzione del bancomat.

Per i pensionati poveri il decreto inserisce:12 prelievi di contante allo sportello, prelevamenti bancomat illimitati sulla stessa banca, 6 prelievi bancomat su banca diversa, addebiti diretti Sepa senza limiti, illimitati bonifici in arrivo (compresa la pensione), 6 bonifici ricorrenti, 6 versamenti contanti e assegni, illimitati pagamenti con il bancomat e una emissione/rinnovo/sostituzione del bancomat.

Antonio Ciccio Messina, ItaliaOggi

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