Sulla rete Telecom, i sindacati premono su Cdp e governo

Share

Il consiglio Telecom di lunedì 25 non ha ancora un ordine del giorno definito. Ma molti pensano che l’appuntamento si possa prestare anche a fare il punto sul processo di separazione della rete, avviato con l’Agcom a fine marzo. Nel dubbio i sindacati si portano avanti.

La governance di Telecom è ancora atipica, dopo che il fondo Elliott ha messo in minoranza nel board il primo azionista Vivendi e la Cdp è entrata nel capitale col 5 per cento.

In vista dell’apertura di un tavolo al Mise sul futuro del gruppo, Fabrizio Solari, segretario della Slc Cgil, sollecita un ruolo più attivo della Cassa e un intervento del governo volto a evitare lo smebramento di Telecom con la perdita della rete (cosa che non è però a oggi nei piani aziendali): meglio aggregare all’incumbent il concorrente sulla fibra, Open Fiber, che fa capo a Cdp e Enel.

La separazione, osserva il rappresentante sindacale, «è di per sè positiva e come tale viene percepita. Una rete terza appare nell’interesse dei consumatori. Ma si commette un errore: a monte c’è il venir meno di una della poche grandi aziende di questo Paese. Preoccuparsi di quello che c’è a monte dovrebbe essere il compito della politica economica».

A. OL., Il Sole 24 Ore

Share
Share