Incorreggibile Trump: abbandonerà il G7 per incontrare Kim Jong Un

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Donald Trump lascerà il summit del G7 – che si apre stasera in Canada – senza attendere la fine dei lavori. La Casa Bianca ha dato l’annuncio ufficiale: il presidente degli Stati Uniti se ne andrà a metà del vertice, alle 10.30 del mattino di sabato. Uno schiaffo agli alleati, un gesto senza precedenti da quando esistono questi vertici (più di quarant’anni). La motivazione ufficiale, è che il presideente vuole anticipare la sua partenza per Singapore volando direttamente dal Canada al Sudest asiatico, dove lo attende il summit a cui lui tiene assai di più: l’incontro testa a testa con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

Ma la scusa logistica non regge. Per quanto il volo sia lungo, il summit con Kim è in programma per il 12 giugno e quindi non occorre certo partire con due giorni di anticipo. Inoltre è davvero singolare che il presidente degli Stati Uniti abbandoni a metà un raduno coi suoi maggiori alleati, per riservare maggior riguardo a colui che sulla carta è ancora un acerimmo nemico (Stati Uniti e Corea del Nord non hanno mai firmato un trattato di pace dopo il conflitto del 1950-53).

E’ evidente un’altra motivazione nello sgarbo alle sei maggiori economie di mercato del pianeta. Trump sa benissimo – non ne hanno fatto mistero Emmanuel Macron, Angela Merkel, e il padrone di casa Justin Trudeau – che molti alleati sono infuriati dai superdazi che l’Amministrazione Usa ha imposto sui loro prodotti. Il G7 sarà il luogo dove si esprimeranno le loro critiche e l’America risulterà abbastanza isolata (non completamente: è probabile che Giappone, Inghilterra e Italia siano meno determinati nell’attaccare Trump).

Inoltre partendo alle 10.30 di sabato Trump non parteciperà alla sessione del summit dedicata al cambiamento climatico e alle politiche ambientali: un terreno su cui l’isolamento americano è totale dopo l’annuncio di questa Amministrazione che intende ritirarsi dagli accordi di Parigi. Macron ha risposto: “Al presidente americano forse non importa di essere isolato, ma noi siamo pronti a firmare un comunicato a sei, se occorre”. E’ comprensibile il risentimento del presidente francese, che si era illuso di essersi costruito una relazione privilegiata con Trump, ma non ne ha ottenuto nulla.

Federico Rampini, Repubblica.it

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