Tre motivi per i quali la crisi dell’oro potrebbe essere finita

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L’oro ha perso oltre il 5% del suo valore rispetto al picco segnato ad aprile. Capital Economics sostiene però che la crisi del metallo prezioso sia finita

Dopo il calo degli ultimi mesi, alcuni pensano che i prezzi dell’oro possano aver raggiunto il livello più basso per quest’anno.
I prezzi del prezioso metallo sono scesi di oltre il 5% rispetto al picco segnato ad aprile, fino a sprofondare sotto la soglia critica di 1300 dollari l’oncia per la prima volta nel 2018. I mercati si stanno preparando ad un incremento dei tassi d’interesse, i quali tendono a seguire un andamento opposto rispetto ai prezzi dell’oro per via del costo opportunità dei beni infruttiferi.
Ci sono però tre motivi che portano a pensare che i prezzi non scenderanno ulteriormente secondo l’analista di Capital Economics, Simona Gambarini. Malgrado il recente ribasso, la società mantiene come previsione per il 2018 un prezzo di 1300 dollari l’oncia.

La domanda nei mercati emergenti tende a essere sensibile ai prezzi
La domanda in India e in Cina, due dei paesi in cui viene acquistato più oro, è stata relativamente bassa quest’anno. A mano a mano che i prezzi caleranno, nello specifico al di sotto della soglia psicologica dei 1300 dollari l’oncia, la domanda (che nei mercati emergenti tende a essere elastica) potrebbe riprendersi.

Il dollaro potrebbe presto deprezzarsi rispetto all’euro
Il prezzo dell’oro ponderato su base commerciale, un indicatore che misura il valore dell’oro in base alle variazioni di valore delle principali valute mondiali, suggerisce che gran parte della recente flessione dei prezzi dell’oro sia imputabile alla forza del dollaro.

E malgrado l’euro abbia perso negli ultimi tre mesi quasi il 5% del suo valore rispetto al dollaro, Gambarini ritiene che questo potrebbe essere dovuto a una serie di fattori “temporanei” e che le due valute possano invertire i relativi trend a breve.

“Se abbiamo ragione e se i ruoli si invertiranno nei prossimi mesi, il dollaro dovrebbe anche perdere lo slancio, il che potrebbe dare una certa spinta al prezzo dell’oro” ha detto Gambarini.

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La domanda dei beni che tutelano i risparmiatori dall’inflazione dovrebbe spingere i prezzi al rialzo
Sia l’inflazione effettiva sia le aspettative di un aumento dei prezzi sono cresciute costantemente quest’anno; la spesa per i consumi personali in marzo ha raggiunto l’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve. E mentre la Bce si prepara ad alzare i tassi almeno altre due o tre volte quest’anno, i sussulti dell’inflazione potrebbero spingere gli investitori a optare ancora per l’oro.

“Ciò a sua volta potrebbe alimentare una maggiore domanda dei beni che proteggono i risparmiatori dall’inflazione, tra cui l’oro” ha osservato Gamborini.

Gina Heeb, Business Insider

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