Governo in alto mare. Di Maio da Mattarella: “Abbiamo chiesto altro tempo, non facciamo nomi”. Poi tocca a Salvini. Il leghista: “Il leader M5S premier? No”

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Al Colle separati, ma forse con un nome solo: ora i Cinquestelle, poi la Lega alle 18. In mattinata voci su candidati tecnici. I grillini smentiscono ipotesi Sapelli. Resta in campo il giurista Conte. Ma la parola ora spetta al Quirinale

È durato poco più di mezz’ora il colloquio tra il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio e il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Dopo tocca al segretario della Lega., Matteo Salvini. “Con Salvini siamo d’accordo di non fare pubblicamente nomi” per il premier, ha detto Di Maio subito dopo il faccia a faccia con il presidente della Repubblica. “Abbiamo chiesto a Mattarella qualche altro giorno per poter chiudere definitivamente la discussione sui temi. Se parte questo governo, parte la Terza Repubblica”.

Il quadro è ancora di incertezza. E, un’ora prima delle consultazioni al Colle, i due leader sono stati costretti a incontrarsi in un faccia a faccia alla Camera. Alla ricerca di un’intesa in extremis sul nome del premier. Le trattative vanno avanti anche sul piano del programma, con un nuovo tavolo tecnico a Montecitorio.

Restano i dubbi sul nome che sarà portato al Quirinale. I Cinquestelle hanno smentito l’ipotesi Sapelli. Salvini, a una domanda sul ritorno dell’opzione di Di Maio premier, ha risposto secco: “No”. Poi si è sfogato su Twitter: “Ho dormito un’ora stanotte, ma ce la metto tutta”.
Circola ancora un altro nome, quello del giurista Giuseppe Conte, area 5Stelle (era nel totoministri del Movimento). Ma bisogna aspettare la risposta del Colle.
L’ultimo totopremier. Tra i nomi di ipotetici premier ‘tecnici’ di area leghista circolati in mattinata anche quello di Giulio Sapelli, 71 anni, economista. Che si rifugia dapprima dietro un “no-comment”, anche se ammette di gradire il programma stilato dalle due forze. Qualche ora dopo svela l’arcano: “Sì è vero, sono stato contattato. Se mi chiamano, sono pronto”. E prova ad abbozzare anche una lista di ministri, indicando Siniscalco per l’Economia. Ma il M5s in seguito smentisce un suo coinvolgimento: “Non è il suo il nome che verrà portato al Colle”. In area M5s invece il tecnico preso in considerazione potrebbe essere Giuseppe Conte, già individuato da Di Maio per coprire l’incarico di ministro della Pubblica amministrazione. Le quotazioni di Conte, peraltro, sarebbero in crescita. Il tavolo tecnico. Nel pomeriggio è tornato poi a riunirsi, questa volta a Montecitorio, anche il tavolo tecnico del programma, per limare i termini della bozza del contratto, sebbene ci siano state pesanti divergenze su opere pubbliche, sicurezza e migranti.

Meloni: “Mai opposizione pregiudiziale”. Sugli equilibri del futuro governo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni chiarisce alla direzione del partito: “Non saremo in un esecutivo a guida Cinquestelle. Mattarella ha fatto una scelta politica nel non dare l’incarico al centrodestra che l’aveva chiesto”. E aggiunge: “Voteremo sui singoli provvedimenti, valuteremo i singoli provvedimenti: non ci sarà mai da parte nostra una opposizione pregiudiziale”, sottolineando che “lo scenario più angosciante è quello del governo tecnico, del governo calato dall’alto, il governo del presidente: non è assolutamente rappresentativo della volontà popolare”. Poi ribadisce la fedeltà alla linea politica: “Mi vergognerei a buttare la mia storia e la mia persona per una poltrona da ministro”.

Di Battista verso gli Usa. Intanto, in queste ore decisive, Alessandro Di Battista conferma la sua partenza per gli Usa il prossimo 29 maggio. Su Facebook, l’ex deputato 5 stelle, silente da giorni sul nodo premier e ministri dell’esecutivo nascente, ha postato ieri in tarda serata una foto che lo ritrae con il figlio Andrea insieme ad alcuni attivisti campani, compreso un neo deputato, mentre preparano i pacchetti delle bomboniere per il battesimo del figlio. E in un’intervista rilasciata a “Accordi & Disaccordi”, il nuovo talk show di approfondimento condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi in onda stasera sul Nove, Di Battista commenta la vicenda della colf di Roberto Fico: “Su questa roba non ci si può dimettere, però dovrebbe intervenire e riuscire a far capire alla propria compagna che bisogna sistemare questa questione. Non è che io abbia mai indagato i rapporti delle fidanzate…poi è evidente che una persona, e io l’ho sempre detta questa cosa, che ricopre un ruolo pubblico, non mi sto riferendo a Roberto Fico, ha il dovere non solo di essere onesto, ma anche di apparire come tale. Io durante la mia attività parlamentare, non ve lo nego, stavo molto, molto attento, e un cinquestelle deve stare ancora più attento, a qualsiasi cosa: fosse anche un semaforo o dove parcheggiare”, aggiunge Di Battista.

Monica Rubino, Repubblica.it

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