Governo, Di Maio e Salvini cercano l’accordo sul premier: “Significativi passi avanti”

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Primo vertice tra il leader della Lega e il capo politico del Movimento Cinque Stelle.

Si cerca un patto su un nome terzo. I due leader si incontrano nuovamente domani. Entro lunedì dovrebbe essere pronta la squadra di governo. Nel pomeriggio partono i tavoli tecnici tra i responsabili dei due partiti per definire l’accordo programmatico che poi sarà votato online dagli iscritti 5Stelle

“Sta andando bene”, dice Salvini all’esterno di Montecitorio. “Un momento importante per l’Italia”, il controcanto sui social di Luigi Di Maio. E i passi avanti “sono significativi”. Così Salvini e Di Maio al termine dell’incontro che ha aperto la trattativa tra Lega e Cinque Stelle per il nuovo governo. Poco più di un’ora: “Sulla composizione dell’esecutivo e del premier sono stati fatti significativi passi in avanti nell’ottica di una costruttiva collaborazione tra le parti con l’obiettivo di definire tutto in tempi brevi per dare presto una risposta e un governo politico al paese”, scrivono i due leader in una nota congiunta diffusa al temine dell’incontro di due ore che si è svolto nella Sala Siani del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati.

Dall’ipotesi staffetta al premier terzo. Dietro i toni concilianti del comunicato c’è la questione politica di fondo: il nodo principale resta quello del nome da indicare come premier. L’ipotesi Giorgetti – che si era fatta strada negli scorsi giorni – sembra essere tramontata. E i due leader – campioni nella richiesta di un premier politico e non tecnico – sembrano essere in imbarazzo nell’indicazione di un nome “neutrale”. Ed è per questo che si fa strada l’ipotesi di un “terzo uomo” che arrivi da ambienti politici. Con il passare delle ore, quindi, si indebolisce l’ipotesi staffetta tra Salvini e Di Maio.

La richiesta al Quirinale. I due leader hanno chiesto al Quirinale ancora qualche giorno di tempo per completare la lista dei nomi dei ministri da sottoporre poi al presidente Mattarella. La composizione della squadra di governo dovrebbe essere completata entro lunedì. E già domani Di Maio e Salvini dovrebbero incontrarsi nuovamente, insieme ai loro luogotenenti, per valutare chi indicare come premier della coalizione giallo-verde.

I tavoli per il programma. All’incontro di stamattina erano presenti anche il braccio destro di Di Maio, Vincenzo Spadafora e Giancarlo Giorgetti per la Lega. E la trattativa proseguirà nel pomeriggio con la prima riunione dei responsabili tecnici dei diversi settori MoVimento 5 e e Lega. Il nodo principale è la ricerca di una figura per la premiership mentre per i due leader si prefigurano incarichi in ministeri di peso: Salvini all’Interno e Di Maio agli Esteri. L’idea è quella di dar vita a un “contratto di governo: se c’è accordo si parte altrimenti si vota”, dice Di Maio. Mentre per Salvini “il nuovo governo dovrà essere fedele al voto degli italiani”. E la trattativa si è del tutto sbloccata con il via libera di Berlusconi. In una nota l’ex premier ha annunciato che un governo M5S “Non è la fine dell’alleanza di centrodestra anche se Forza Italia non voterà la fiducia”.

Il voto online. Il contratto sui temi che costituiranno la base dell’agenda del governo M5s-Lega verrà sottoposto dal movimento 5 stelle al voto on line degli iscritti. È quanto si apprende da fonti pentastellate. Il voto tra gli iscritti avverrà subito dopo la sigla del contratto di governo tra lega e M5s e prima di sottoporlo al Quirinale.

E’ l’autore dell’ossimoro del momento. Quella “benevolenza critica” che riassume la posizione di Forza Italia nei confronti del nascente governo Cinque Stelle Lega. Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, interviene a Circo Massimo, la trasmissione condotta da Massimo Giannini su Radio Capital. Prima la “critica”: “Quello Salvini-Di Maio non è un governo che esce dalle urne”. Poi il pragmatismo: “Ma arriviamo da due mesi di stallo e ci aspettano delle sfide importanti”. Infine la benevolenza: “Meglio questo governo politico che quello tecnico o di transizione che era stato ipotizzato”. E se la prospettiva del partito unico del centrodestra – uno dei cavalli di battaglia di Toti – ancora esiste anche se “non si tratta di oggi né di domani”, il governatore sottolinea la distanza con i grillini: “I Cinque Stelle hanno un programma diverso dal nostro: dalle Grandi Opere in giù”. E alla domanda sugli interessi privati di Berlusconi che sarebbero finiti al centro della trattativa sotterrane con i grillini, Toti replica che “si tratta di una narrazione malevola: le aziende di Berlusconi sono un pezzo di Pil del nostro Paese che in quanto tale va tutelato. E l’urgenza dell’Italia non è il conflitto d’interesse ma l’Ilva, Alitalia, la necessità di scongiurare l’aumento dell’Iva“.

Carmelo Lapapa, La Repubblica

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