Ferrari, altro “trimestre record”: utili in crescita del 19% a 149 milioni

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Il Cavallino rampante ha registrato ricavi di 831 milioni e un margine operativo lordo al 32,8%. Spinta ai conti anche dai miglioramenti dei risultati in Formula1 e dal Fisco italiano

La Ferrari stampa un altro “trimestre record” e – per come lo accoglie nella sua nota – si avvia “verso un altro grande anno”. La casa di Maranello ha registrato ricavi netti per 831 milioni di euro, frutto di 2.128 macchine consegnate, con una crescita dell’1,3%. Una progressione sulla quale pesa l’effetto dei cambi, senza il quale i ricavi sarebbero saliti del 6,3%.

Se si scorre il conto economico, si conferma una performance degna delle società del lusso. Grazie ai modelli a dodici cilindri, che hanno trainato le vendite, e al “maggior contributo dei programmi di personalizzazione e del pricing”, Ferrari può infatti vantare un ebitda (margine operativo lordo) di 272 milioni, ovvero il 32,8% dei ricavi. Numeri appunto che solitamente si associano alle griffe che vendono abbigliamento e accessori pregiati. L’ebit, margine operativo netto, è risultato di 210 milioni e il margine sui ricavi è salito al 25,3%. L’utile netto si è quindi portato a 149 milioni, con un balzo del 19,4%.

In Borsa, il titolo Ferrari è debole: secondo il consensus di Bloomberg, sono i ricavi a risultare leggermente inferiori alle aspettative degli analisti, mentre i profitti le superano.

Il Cavallino ha corso in tutte le regioni. Significativa la performance europea, con mercati tradizionali quali Italia, Francia e Regno Unito capaci di crescere a doppia cifra. L’America è cresciuta del 4,4%; Cina, Hong Kong e Taiwan nell’insieme sono cresciuti del 13,7%.

Ferrari ha incassato anche un dividendo dal miglioramento delle performance sportive: la nota spiega che “i ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio (125 milioni, +2,3%) sono cresciuti di 2 milioni grazie ai maggiori ricavi da sponsorizzazioni e a un miglior posizionamento nelle classifiche del Campionato 2017 rispetto al 2016, in parte compensati dall’andamento dei cambi”. L’auspicio è che quest’anno i piloti Vettel e Raikkonen possano fare ancor meglio, sostenendo la visibilità globale del marchio italiano. Anche il Fisco ha aiutato il bilancio: “Nel 2018 l’aliquota fiscale è stata ridotta al 27,9%, rispetto al 28,5% del 2017, soprattutto grazie all’effetto dell’aumento della soglia di detrazione dei costi di ricerca e sviluppo e degli ammortamenti, in conformità alle disposizioni fiscali italiane”. Intanto, l’indebitamento industriale netto è sceso di 60 milioni a 413 milioni di euro (383 milioni escluso il riacquisto di azioni proprie).

In vista dell’incontro con i gli investitori (Capital Market Day) fissato per la prima metà di settembre a Maranello, Ferrari ha confermato le stime per il 2018: consegne oltre 9.000 unità, incluse le supercar, ricavi netti superiori ai 3,4 miliardi di euro, ebitda adjusted uguale o superiore a 1,1 miliardi, indebitamento industriale netto sotto i 400 milioni, spese in conto capitale pari a 550 milioni.

la Repubblica

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