Periodici: il 2018 inizia in altalena

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Mensili: Silhouette D. +27%, Ok Salute +20%, Cucina I. -20%

I settimanali consolidano un inizio 2018 con meno della metà delle testate al rialzo nelle diffusioni complessive carta+digitale. I mensili possono contare su un gruppo ancora meno nutrito, in proporzione, di trend in crescita, sempre sul totale carta+digitale secondo i dati Ads riferiti a febbraio per i settimanali e a gennaio per i mensili (confrontati col mese precedente). Tra i settimanali che hanno trainato il segmento editoriale si confermano i femminili (Grazia +7,1%, Vanity Fair +3,8%, Tu Style +2,7%, Donna Moderna +1,5%) così come i familiari e i magazine di gossip (Spy +8%, Gente +3,2%, Sorrisi e Canzoni Tv +1,6%). Su tematiche diverse crescono Autosprint (+23,2%), Ci piace cucinare! (+12,5%) e Motosprint (+6,1%). Invece tra i mensili che spingono ci sono sempre i magazine per un pubblico in rosa (Silhouette Donna +27,4%, Elle +7,2%, Marie Claire +6,2%, Vogue +5,3%) ma emerge anche il target mamme&benessere (Ok Salute e benessere +20%, BenEssere +10,7%, Insieme +14,5%, Io e il mio bambino +1,4%).
Contraggono tra i settimanali Panorama (-8,7%), Gioia (-6,3%), F (-3,4%), Diva e Donna (-2,5%), Giallo (-1,8%) e l‘Espresso (-1,3%). Tra i mensili Cucina Italiana (-20,3%), Natural Style (-16,5%), Cose di casa (-6,9%), Bell’Italia (-5,4%), National Geographic (-4,9%), AM Automese (-4,8%). C’è da dire, comunque, che in entrambi i segmenti periodici c’è stato un po’ di turnover: tra i settimanali, per esempio, sono entrati Spy e Ci piace cucinare! mentre, a fronte dell’uscita di Gq, tra i mensili sono arrivati Giallo Zafferano e Altroconsumo, che di recente ha vissuto un cambio di direttore al centro di polemiche (Alessandro Sessa al posto del direttore storico Rosanna Massarenti) e, peraltro, da new entry è balzato al primo posto della top ten per copie carta+digitale.

Facendo infine un confronto anno su anno (al netto di nuovi giornali al debutto, periodici usciti dalle rilevazioni e singoli dati che non sono stati comunicati), i settimanali perdono complessivamente il 7% circa di copie tra carta e digitale, nonostante i diffusi segni positivi mese su mese nel segmento editoriale. Mentre i mensili, pur maggiormente polarizzati intorno a poche testate forti, sembrano più stabili a livello diffusionale complessivo, sempre considerando insieme edizioni cartacee e digitali.

Italia Oggi, Marco A. Capisani

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