Vaccini, il “via” alle espulsioni parte dagli asili cattolici

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Linea dura alle materne paritarie. Nidi in affanno: gli elenchi non ci sono

Dagli scenari più complessi, con le famiglie “irriducibili” che accompagnano comunque i bimbi a scuola nonostante le comunicazioni e i dirigenti costretti a chiamare le forze dell’ordine, alla comprensione reciproca per evitare traumi ai bimbi ma anche problemi agli educatori. Cosa succederà in questi giorni sul fronte vaccini dopo la tregua pasquale è ancora un rebus, anche perché, giorno più giorno meno, i termini dovrebbero scadere per tutti nelle prime due settimane di aprile, in base a quando sono state inviate le comunicazioni di inadempienza. Per le scuole materne paritarie Fism – che hanno 72 bimbi non in regola – l’ora delle esclusioni è arrivata già da stamattina. Il presidente torinese Luigi Vico è stato chiaro: cancelli chiusi e famiglie allontanate, se serve anche con i vigili. «Rispetteremo la normativa, in attesa di avere dalla Regione o dal Ministero delle informazioni di carattere diverso. Le scuole hanno adottato la procedura prevista e, a seconda del giorno in cui scade la comunicazione, se le famiglie non dimostreranno di essere in regola le dovremmo allontanare».

Asili nido

Nei nidi che coprono la fascia d’età 0-3 è ancora caos. «Per l’anno prossimo iscriviamo solo se si è in regola e per quest’anno siamo in costante contatto con l’Asl», spiegano da Assonidi. Nessun passo formale è stato ancora fatto ma nessuno vuole violare la legge. «Stiamo seguendo la normativa via via che si chiarisce caso per caso, al momento comunque non sono ancora pervenuti tutti gli elenchi delle Asl», spiega la responsabile dell’associazione “La casa della cicogna”, che gestisce vari nidi in famiglia. Di certo si attende che qualcun’altro faccia il primo passo, poi le strutture più piccole si adegueranno di conseguenza. Nemmeno il fronte politico ha intenzione di raffreddare gli animi e fare chiarezza.

Attacco alla Regione

Con il rischio esclusione il Movimento 5 Stelle ha deciso di andare all’attacco dell’assessorato alla Sanità: «Per molte famiglie il ritorno a scuola sarà segnato da un grosso dubbio: i figli saranno allontanati se inadempienti con il piano vaccini oppure no? Ci sono giunte numerose segnalazioni da parte di famiglie che hanno ricevuto da dirigenti scolastici comunicazioni di possibili allontanamenti dei figli non vaccinati. Eppure la legge prevede un percorso informativo. Percorso che al momento non pare rispettato – afferma Francesca Frediani, capogruppo pentastellato in Regione -. La data del 30 aprile, già citata dall’assessore Pentenero rispondendo ad una nostra richiesta di informazioni, è stata rilanciata da alcuni media e indicata come nuovo termine ultimo della procedura. È proprio su questa procedura che rimangono ancora dubbi e incertezze irrisolti da un’amministrazione regionale che non ha voluto, o non è stata capace, di rendere chiare alcune semplici questioni».

La vigilanza

Ma sulla questione pende parola anche il centrodestra: «Proponiamo un decreto per istituire una farmacovigilanza come in Veneto – afferma Gianluca Vignale, consigliere del Movimento Nazionale per la Sovranità -. Ad oggi i casi di reazioni avverse sono segnalati solo se i genitori le denunciano ai medici. A nostro avviso è il sistema sanitario che deve contattare le famiglie per mappare tutte le reazioni anomale». Intanto per i più combattivi è partita anche in città la raccolta firme per l’iniziativa popolare “Freedom of choice”, sulla libertà di scelta vaccinale, promossa dalle associazioni venete.

Federico Callegaro, Claudia Luise, la Stampa
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