Fondo vittime della strada al collasso: rincari in vista, ma non nel 2018

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Il salvadanaio gestito da Consap è in perdita costante. E al salvataggio potrebbero contribuire tutti gli automobilisti che pagano l’rc auto con un aumento del contributo dal 2,5 al 4%. L’evasione resta alta

 

Nel 2018 Consap aveva chiesto di aumentare l’aliquota destinata al fondo vittime della strada, ma il ministero dell’Economia ha detto no: almeno per quest’anno non ci saranno rincari. Già dal 2019 però il Fondo potrebbe costare più caro a tutti gli automobilisti. O meglio: a tutti gli automobilisti onesti che pagano l’assicurazione. Non certo agli evasori, che anzi continueranno a drenarlo, in un circolo vizioso che pare senza uscita. In Consap, la concessionaria pubblica che gestisce il Fondo, sanno che al ritmo di 300-400 milioni di risarcimenti l’anno i soldi stanno per finire. Anche se la situazione è leggermente migliorata: un anno fa si prevedeva che nel 2019 il patrimonio del Fondo si sarebbe azzerato. Oggi si sa con certezza che questo non accadrà. Ma la situazione resta grave e la costante discesa del premio medio dell’rc auto (ottima notizia per tutti gli italiani) ha peggiorato le cose, provocando una flessione delle entrate. Il Fondo è in perdita e in qualche modo bisognerà metterci una pezza. Perché il Fondo vittime della strada è un salvadanaio prezioso. Serve a risarcire tutti quelli che vengono danneggiati da pirati della strada (che scappano dopo l’incidente senza farsi identificare) e quelli che hanno un sinistro con un veicolo non assicurato. E sono tanti: la media nazionale è del 12% del parco circolante. Sono anche i risarcimenti dovuti a incidenti con questi automobilisti che hanno messo in crisi il Fondo, alimentato da tutti coloro che sottoscrivono una polizza Rc auto con un’aliquota del 2,5%. Quota che potrebbe salire al 4% dal 2019 se il Mef darà il suo assenso: non accade da dieci anni. L’aumento medio per l’rc auto sarebbe modesto: 4,50 euro ad assicurato. Ma si tratta, appunto, di una media. In Campania, dove si pagano oltre 900 euro di assicurazione l’anno, il rincaro supererebbe i 35 euro. “Proporre, come fa Consap, nuovi aumenti per finanziare il Fondo è sbagliato perché si scaricano su chi già paga nuovi insopportabili costi” è la posizione di Rete Consumatori Italia-Assoutenti insieme alla Associazione italiana familiari vittime della strada. La via maestra, continuano le associazioni, “è quella di far pagare tutti per pagare meno che, tradotto nel settore rc auto, vuol dire portare via le targhe del veicolo a chi non paga l’assicurazione. Una misura che porterebbe a due enormi vantaggi: l’aumento degli introiti per il fondo vittime e la riduzione pressoché totale di incidenti tra veicoli non assicurati, limitando l’intervento del fondo vittime solo ai casi di pirati della strada”. Va detto, però, che il Fondo interviene anche per gli incidenti provocati da automobilisti in buona fede, regolarmente assicurati con compagnie che, nel frattempo, sono diventate insolventi e non possono pagare la controparte. Secondo le associazioni, che auspicano un decreto legge per fermare l’evasione assicurativa, la responsabilità è anche dei concessionari del Fondo “che invece di investire in istruttorie rapide e attente per l’accertamento del danno, spesso restano in passiva attesa, dando luogo ad un contenzioso che genera due profonde distorsioni: la prima consente ai sinistri fraudolenti di avere il tempo per costruire false prove; la seconda, ancor più odiosa, danneggia il diritto alla giustizia delle vittime, costringendole per anni a sopportare cause dolorose”. Queste società, individuate ogni tre anni dall’Ivass si occupano di liquidare i danni attingendo dal Fondo e sono Generali Italia, Cattolica, Reale Mutua, Unipol Sai e Sara.

di Federico Formica, La Repubblica

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