Ruby ter, Berlusconi ancora a processo

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La prima udienza è prevista per il 9 maggio. Il leader di Forza Italia è imputato con 4 persone. L’accusa: aver versato denaro alle ospiti delle cene di Arcore per non rivelare i rapporti sessuali

 

Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio, ancora una volta, a Milano, per il caso Ruby ter, in cui è accusato di corruzione in atti giudiziari. È accusato di aver versato denaro alle ospiti delle «cene eleganti» di Arcore per non rivelare durante le indagini scattate nel 2011, che durante gli incontri si consumavano rapporti sessuali. Lo ha deciso il gup Maria Vicidomini che ha mandato a processo anche quattro “olgettine” oltre che per corruzione per falsa testimonianza. Il processo inizierà il prossimo 9 maggio davanti alla quarta sezione penale. Il leader di FI è già sotto a giudizio a Milano con altri 23 imputati nel filone principale. Il suo legale Federico Cecconi, ha sostenuto che «come nel primo processo si dimostrerà la sua innocenza». Secondo quanto ha accertato la procura di Milano, Berlusconi, attraverso il ragioniere Giuseppe Spinelli, «fino dall’ottobre 2016», avrebbe versato circa 400 mila euro e fornito altre «utilità» ad Aria Espinoza, Miriam Loddo Elisa Totti e Giovanna Rigato, per mantenere il silenzio sulle inchieste della magistratura e per rendere testimonianze reticenti o “aggiustate” nel processo Ruby, concluso con l’assoluzione definitiva di Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. I versamenti sarebbero stati effettuati nonostante il processo Ruby fosse ancora in corso. La Rigato, infine, è imputata anche di tentata estorsione, per aver preteso una cifra milionaria per i suoi silenzi davanti agli inquirenti.

Dalle rivelazioni di Ruby ai processi per il bunga bunga
Il processo che Berlusconi dovrà affrontare dal 9 maggio e il terzo troncone del Rubygate. Quell’inchiesta partita nell’estate 2010, con le deposizioni dell’allora minorenne di origine marocchina, Ruby, che a fatica svelava quelle cene ad Arcore in mezzo ad aspiranti starlette della televisione. Grazie soprattutto a intercettazioni e al racconto di poche ospiti che lasciarono Arcore indignate, il quadro cristallizzato dalla procura descriveva serate di sesso e pagamenti effettuati da Berlusconi. Per il primo filone, in cui Berlusconi era imputato di reati legati alla prostituzione, arrivò una condanna in primo grado e l’assoluzione piena in Cassazione. Ma le indagini non si sono fermate. Secondo la procura di Milano, le ospiti de bunga bunga, sarebbero state pagate per negare, nel corso del primo processo, le serate ad Arcore a base di sesso. Da qui, la nuova inchiesta per corruzione giudiziaria per Berlusconi e altre ospiti delle cene eleganti. A queste si sono aggiunti gli episodi che hanno portato al nuovo processo. Durante le nuove indagini per corruzione, l’ex premier avrebbe continuato a pagare le ragazze per il loro silenzio.

di Emilio Randacio, La Stampa

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