Il Regno Unito contro le figurine Panini: “Costano troppo”

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La vicenda raccontata dal Times. Azienda sotto attacco in Inghilterra: rincari fino all’80% sulle bustine. Per ottenerle tutte si spende di più di un abbonamento allo stadio

Una foto con alcune figurine Panini

“Ce l’ho, ce l’ho, manca”, spesso pronunciato come se non ci fosse nel mezzo una acca: era uno dei refrain dell’infanzia dei baby boomer. Ma collezionare e scambiare figurine di calciatori non è più un gioco da ragazzi, almeno a dare retta alla polemica scoppiata in questi giorni in Inghilterra sull’album delle mitiche edizioni Panini, che vanno anche qui per la maggiore, dedicato ai Mondiali di calcio di questa estate in Russia.

La Panini è stata accusata di avidità, riporta il Times, per avere aumentato dell’80 per cento il prezzo di una bustina di figurine dei calciatori delle nazionali che andranno a Mosca, da 50 a 80 pence, l’equivalente di circa un euro a confezione. Completare l’album, ovvero comprare tutte le figurine, costerebbe fino a 600 sterline, pari a oltre 700 euro: più del costo medio di un abbonamento annuale allo stadio per seguire una squadra della Premier League, nota il quotidiano londinese.

Nel 1986, quando gli album Panini sbarcarono da questa parte della Manica, una bustina costava 12 pence e aveva 427 figurine. L’album dei Mondiali 2018 ne ha 682 e secondo un’analisi statistica occorre comprare 747 bustine per “pescarle” tutte e non ritrovarsi soltanto con i classici “doppioni”. In 32 anni, calcola il Times, il prezzo a bustina è aumentato del 700 per cento, in un periodo in cui l’inflazione è cresciuta del 3,4 per cento annuo. Se il prezzo delle bustine fosse cresciuto allo stesso tasso degli altri generi di consumo, oggi una bustina costerebbe 28 pence, conclude il quotidiano: non 80. Senza contare che nel 1986 ogni bustina conteneva sei figurine: ora ne contiene cinque.

“Un cinico sfruttamento” della passione di piccoli e grandi collezionisti, commenta Martyn James di Resolver, sito che raccoglie le proteste dei consumatori. “Pensavo che 80 pence a bustina fosse uno scherzo”, twitta un fan delle figurine di calciatori, “costa di meno comprare un biglietto per la finale dei Mondiali di Russia che completare l’album”.

Interpellata in Italia dal Times, la Panini rifiuta di fare commenti sul prezzo ma osserva che scambiare i doppioni riduce il costo di collezionare figurine. Il vecchio mantra del “celo, celo, manca”.

Il rischio, a questi prezzi, è che i bambini nel cortile della scuola dicano più “manca” che “celo”.

Enrico Franceschini, Repubblica.it

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