Borse in calo dopo la Fed, la minaccia di sanzioni Usa alla Cina abbatte Wall Street

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Listini in flessione all’indomani del nuovo rialzo dei tassi Usa. Tokyo rimbalza dopo tre sedute negative

Le Borse europee partono in calo e peggiorano con l’avvio degli scambi Usa: l’umore dei mercati sconta da un lato il rialzo dei tassi della Banca Centrale Usa, benché atteso dalla maggior parte degli operatori, dall’altro le tariffe e sanzioni commerciali che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – secondo quanto riferito dal New York Times – sarebbe pronto a introdurre contro la Cina. Milano perde l’1,76%, Francoforte arretra dell’1,87%, Londra cede l’1,4% e Parigi l’1,82%. A Piazza Affari in forte calo Terna, che oggi ha presentato i conti 2017 mentre si attendono novità dal cda di Telecom sul piano per rispondere all’arrembaggio di Elliott. Wall Street parte in rosso con il Dow Jones che perde un punto percentuale, allineato a S&P500 e Nasdaq.
Questa mattina aveva chiuso in moderato rialzo la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei che ha rimbalzato dopo tre sedute negative e guadagna lo 0,99% a 21.591,99 punti. Il rialzo dei tassi si è fatto sentire sul dollaro, in calo nei confronti dell’euro che viene scambiata in mattinata a 1,2354 dollari da 1,2345 della chiusura di ieri a Wall Street. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 130,77. Lo spread tra Btp e Bund apre a 134 punti contro i 133 punti della chiusura di ieri. Il rendimento si attesta all’1,91%. La giornata macroeconomica è segnata da un ricco aggiornamento degli indici pmi per molti Paesi. In Giappone è calato a marzo a 53,2 punti dai 54,1 punti di febbraio. Giù anche l’indice complessivo francese, in frenata a 56,2 punti, il minimo da 7 mesi, contro i 57,3 punti di febbraio.In flessione anche il dato tedesco. L’indice pmi flash complessivo è frenato a 55,4 punti, il minimo da 8 mesi, contro i 57,6 punti di febbraio Sempre in Germania è calato l’indice Ifo che misura lafiducia delle imprese. A marzo è sceso a 114, 7 punti da 115,4 punti di febbraio.Negli Stati Uniti le domande di disoccupazione hanno fatto peggio delle attese crescendo di 3mila unità nell’ultima settimana monitorata. Il Pmi dei servizi di marzo è sceso a 54,1 punti, quello manifatturiero è salito a 55,7 punti. Il petrolio a maggio al Nymex scivola dello 0,9% a 64,59 dollari al barile nel primo pomeriggio.

La Repubblica

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