Le scuole resteranno aperte anche d’estate

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Tremila scuole d’Italia resteranno aperte anche durante l’estate. Ecco i due bandi del ministero dell’Istruzione. Particolare successo al Sud

Tremila scuole d’Italia resteranno aperte questa estate. In particolare nel Sud Italia, dove l’iniziativa è stata accolta con un particolare favore.

Da luglio a settembre, insomma, si potrà continuare a stare tra i banchi. Persino di pomeriggio.

Le attività previste variano dai corsi di musica a quelli d’arte, dall’apprendimento delle lingue straniere alla matematica. Il fine principale è quello di contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile. “L’ obiettivo – si legge su questo articolo de Il Messaggero – infatti, è quello di coinvolgere nei progetti educativi il maggior numero di studenti e famiglie. Inoltre, circa 5mila scuole avvieranno, invece, corsi di potenziamento per puntare sulla conoscenza delle lingue e sull’ innovazione nella didattica, anche a partire dalla scuola materna”.

Tutti in aula, quindi, nonostante le temperature, i mondiali di Russia e le consuete attività estive. Il ministero dell’Istruzione ha infatti predisposto due bandi per fondi Pon. Finanziamenti che sono stati previsti per il periodo che va dal 2014 al 2020. Attraverso uno di questi sono stati stanziati 130 milioni di euro. L’altro bando, quello inerente il potenziamento delle competenze di base, ha una copertura di 150 milioni. Il totale, insomma, è duecentottanta milioni di euro: soldi messi a disposizione delle scuole che decideranno di partecipare all’iniziativa.

Il ministro Valeria Fedeli, già in passato, si era espressa favorevolmente rispetto a questa ipotesi. Molti genitori, aveva asserito il ministro in un’intervista a La Stampa, le avevano esplicitamente chiesto di tenere aperte le scuole anche durante il periodo estivo. Tenere aperte le aule anche nel periodo estivo, insomma, servirebbe soprattutto ad aiutare le famiglie. In quella circostanza, al ministro replicò Pino Turi, segretario generale della Uil: “Dal mio punto di vista – disse il sindacalista sempre a La Stampa – la scuola non è un servizio assistenziale e sociale ma una funzione dello Stato molto precisa che attiene alla formazione degli studenti. La scuola forma i bambini, non li assiste”. Una buona parte di questi finanziamenti, intanto, è stata aggiudicata dagli istituti del Sud Italia. La Campania – si legge sul quotidiano romano citato – ha aderito con 860 scuole aggiundicandosi 35milioni di euro. Poi la Sicilia e la Puglia. A Napoli hanno aderito 451 istituti, a Roma 227, a Bari 172, a Palermo 163 e così via.

Un po’ di numeri

Gli istituti che intendono partecipare al primo bando devono presentare i loro progetti entro il 9 maggio. I finanziamenti per le competenze di base, invece, potranno essere richiesti fino all’11 maggio. Il totale è di 220 ore l’anno. Teatro, musica, arte, creatività, scrittura creativa, teatro, sostegno alla parità di genere, contrasto alla violenza e alla discriminazione, bullismo: questi alcuni degli ambiti e delle tematiche entro i quali le scuole dovranno stare. Percorsi formativi “alternativi” per cui gli istituti che hanno fino a mille studenti potranno ricevere un massimo di 40mila euro. Quelle che invece hanno più di mille iscritti potranno arrivare a 45mila. Sei, ancora, sono le ore a settimana previste in più. Il totale non potrà superare le 210 ore in più durante l’anno scolastico.

Giuseppe Aloisi, Ilgiornale.it

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