L’ingegner Barone ha ricevuto il premio speciale Italive, per il “Presepe dei Netturbini”

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Alcuni momenti della premiazione dell’ingegner Barone (al centro), durante l’evento Italive

Ieri, L’ingegner Nicola Barone ha ricevuto il prestigioso premio speciale Italive 2017, per via della grande opera che lo ha visto promotore, ossia il “Presepe dei Netturbini”. La consegna è avvenuta durante un evento tenutosi presso lo stadio di Domiziano in Roma. Siamo contenti dell’avvenuta premiazione, perché “il Presepe” è un’opera straordinaria, meritoria di riconoscimento. Raffigura la Natività come idea di pace e fratellanza tra tutte le popolazioni della terra e riproduce, anche negli accurati dettagli, le tipiche costruzioni della Palestina di 2000 anni fa. 234 pietre provenienti da tutto il mondo sono incastonate sulle pareti esterne e sul basamento del Presepe che, grazie al costante impegno e al lavoro quotidiano di Giuseppe Ianni, viene ogni anno arricchito di nuovi particolari e sulle pareti vengono continuamente aggiunte altre pietre che i visitatori portano dai loro luoghi di provenienza. E’ uno scorcio di mondo che incanta grandi e bambini: 100 case tutte illuminate, costruite in pietra di tufo e sanpietrini, curate nei minimi dettagli con porte finestre e balconcini, un caminetto acceso, 54 metri di strade in lastre di selce, tre fiumi lunghi complessivamente 9,50 metri con 7 ponti e 4 acquedotti lunghi 18 metri e sostenuti da ben 38 arcate. L’acquedotto più piccolo è realizzato in tufo romano, gli altri 3 con frammenti di marmo del colonnato e della facciata della Basilica di San Pietro ricevuti da Ianni nel 1979 in occasione del restauro del colonnato berniniano. Completano la straordinaria opera 4 sorgenti d’acqua, 2 pareti umide che formano stalattiti, un pozzo con acqua sorgiva, 730 gradini, realizzati, oltre che in marmo proveniente dal colonnato di San Pietro, da marmi della Birmania, di Betlemme e dei Santuari di Greccio e San Giovanni Rotondo. Infine, completano il presepe 24 grotte scavate nella roccia adibite a stalle o ripari per i pastori, magazzini contenenti damigiane di vino e olio; 50 sacchi cuciti con maestria da una nobile romana con dentro cereali, sale e farina.

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